Auto intelligenti, si pensa a misure per la cyber security

Auto intelligenti, si pensa a misure per la cyber security

Auto intelligenti, si pensa a misure per la cyber security

In che direzione viaggia il futuro automotive? Per le auto intelligenti si pensa già a policy, strumenti e standard per la sicurezza

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Il domani è già oggi. In un’epoca in cui le innovazioni viaggiano – in qualsiasi settore – alla velocità della luce, sorgono altrettanto rapidi mille interrogativi. Di natura etica, sociale e di sicurezza. Il fenomeno tocca anche il settore auto, proiettato con decisione sempre maggiore verso un futuro in cui sulla strada ci saranno solo auto intelligenti. La discussione è più aperta che mai, soprattutto dopo il primo morto su una vettura a guida autonoma della Tesla. Cosa succederà se saranno le auto fantomatiche auto intelligenti – come appunto è accaduto – a commettere un errore? Rischiare la vita di un pedone che ci taglia all’improvviso la strada oppure quella del conducente? Ma queste sono solo alfine delle tante questioni irrisolte.

Auto intelligenti, come proteggersi?

È stato infatti più volte dimostrato che i computer di bordo di molte vetture oggi in commercio sono hackerabili con grande facilità. È nato così, all’inizio dell’anno, il gruppo di esperti Carsec (Cars and Roads Security), l’Enisa – l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione. Questa ha da poco lanciato uno studio sulle misure di sicurezza informatica da applicare alle auto connesse alla rete, le cosiddette smart car.

Lo studio si concentra sulle componenti IT installate nelle auto e sui dati che vengono scambiati sul web. Lo scopo del progetto è quello di produrre una lista esaustiva delle policy, degli strumenti e degli standard necessari per garantire e migliorare la sicurezza delle smart car, in modo che nessuno possa – in un’ipotesi nemmeno così remota – prendere il controllo della vostra vettura.

L’Enisa sta ora ricercando dei partner tra i produttori di auto e fornitori di componenti per condurre lo studio. I risultati della ricerca verranno presentati in occasione di un workshop che si terrà il 10 ottobre a Monaco, in Germania.

Fonte: Askanews