Guida autonoma. Ci scappa il morto ed è polemica

Guida autonoma. Ci scappa il morto ed è polemica

Guida autonoma. Ci scappa il morto ed è polemica

Guida autonoma, c’è chi la invoca come rimedio ai disastri provocati dagli incoscienti guidatori, ma ora c’è un morto che fa riflettere

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Il fatto di cronaca è semplice e sconvolgente. Una strada della Florida, il conducente di una Tesla Model S attiva il “pilota automatico”, ultima frontiera del massimo comfort e sicurezza in auto. L’intelligenza artificiale pensa a tutto lei. Ci si può rilassare e fare altro, come se si fosse seduti nei sedili posteriori di una limousine con autista. Ma a un incrocio avviene un violento impatto con un grosso autoarticolato che sta svoltando a sinistra, il conducente della Tesla perde la vita. L’incidente viene segnalato all’ente americano per la sicurezza stradale. 25.000 auto con il marchioTesla sono ora sotto inchiesta. Occorre testare il software e valutarne la potenziale pericolosità. Il presidente della Tesla Motors Elon Musk, twitta una dichiarazione di rito facendo le condoglianze alla famiglia, sostenendo che si tratta del primo caso noto in oltre 130 milioni di miglia percorse.

Guida autonoma sotto inchiesta

L’indagine è tuttavia soltanto al primo step, con la possibilità che l’ente per la sicurezza stradale decida che si tratti di vetture potenzialmente pericolose e ne ordini il ritiro dal mercato. Si apre in ogni caso il dibattito sulla guida autonoma che ne innesta uno ancora più ampio sulle cosiddette “intelligenze artificiali”. Ci si può fidare a lasciare che sia l’auto in completa autonomia a decidere al nostro posto? È un conto avere dei software che automatizzino la velocità mantenendo una distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede e frenino al nostro posto se siamo “distratti”. Un altro che, per esempio con i software di recente sperimentazione, sia l’auto a stabilire se investire un pedone o evitare di ucciderlo, arrivando addirittura a sacrificare la vita del conducente e delle persone a bordo. Dovrebbero insomma scegliere il male minore, confrontando e valutando, in tempi inconcepibili per l’essere umano, una incredibile serie di variabili in base ai milioni di dati immagazzinati nel loro cervello artificiale.

Tralasciando le implicazioni etiche ci sono quelle giuridiche. Quando a prendere la decisione “sbagliata” è un computer per le assicurazioni di chi è la responsabilità civile? C’è chi sostiene che in futuro gli algoritmi permetteranno di ridurre la mortalità sulle strade. Per risolvere il problema della responsabilità viene proposto di estenderla alle macchine per conto dell’uomo, sollevando quest’ultimo da ogni vincolo morale, anche se rimarrà obbligato a pagare i danni materiali.

Sembrano disquisizioni su un futuro lontano, ma quella prima vittima accertata e dichiarata deve far riflettere. Mai come ora il mondo va in fretta, il domani è già oggi. Viviamo già connessi in simbiosi con le macchine e c’è chi vuole spingersi oltre. Non posso non pensare ai romanzi di fantascienza che leggevo da ragazzino. Ma quella era appunto fantascienza…