Bergamo Historic Gran Prix 2016. Correre sotto il diluvio

Bergamo Historic Gran Prix 2016. Correre sotto il diluvio

Bergamo Historic Gran Prix 2016. Correre sotto il diluvio

Il Bergamo Historic Gran Prix 2016 si è svolto sotto la pioggia che ha reso ancora più adrenalinico il circuito delle Mura. Noi c’eravamo con una Ferrari 348 TB

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Sono le otto del mattino e piove a dirotto, il selciato in piazza Cittadella a Bergamo Alta è viscido di pioggia. I valorosi volontari del Bergamo Historic Grand Prix 2016, capitanati da Simone Tacconi sono bagnati come pulcini. È dalle prime luci dell’alba che stanno allestendo lo spettacolo, e che spettacolo! Riportare indietro la lancetta del tempo e recuperare l’antico circuito delle Mura. Ecco le balle di paglie in curva, le transenne, il gigantesco arco gonfiabile che segna il traguardo… La strada che conduce a città Alta non è più la stessa di qualche ora prima. Ora occorre innalzare i gazebo e allestire il paddock. Prima delle nove è tutto pronto. Si attendono con trepidazione i partecipanti. L’incognita sono le condizioni climatiche. In quanti se la sentiranno di girare sotto la pioggia battente, magari in auto scoperta e con il rischio di mettere a repentaglio l’incolumità del propri gioielli da collezione? Poi, accompagnate dall’inconfondibile rombo dei motori da corsa d’antan, sbucano dalla porta le Amilcar e la Maserati d’anteguerra della pattuglia svizzera, gente che non ha certo paura della pioggia. Seguono gli altri.

Un fantastico paddock di rarità

Ben presto la piazza si anima e si trasforma in un fantastico paddock di vetture d’epoca con esemplari di straordinario interesse e valore storico. Spicca fra tutti la rarissima e affascinante Alfa Romeo Berlinetta Sport Castagna del 1939, gioiello della collezione Corrado Lopresto. Esemplare, unico al mondo, in luogo del motore 6 cilindri, monta il prototipo del V12 di 3,5 litri di cilindrata realizzato dalla Casa del Biscione prima della guerra. Altra Alfa Romeo di rango “l’Ala Spessa” di Scarpellini, ovvero la 2500 6C del 1939 così chiamata in casa Touring per indicare una formula costruttiva della carrozzeria che inglobava in un unico corpo tutti quegli elementi della carrozzeria che fino ad allora (anni ’30) erano separati. Sul fronte delle monoposto la Maserati 250 F ex De Filippis per ricordare la prima donna della F1 da poco scomparsa, la Lancia Ferrari D50 guidata da Carlo Ubbiali nel 1959 in alcuni test segreti a Monza che avrebbero dovuto portare il campionissimo delle due ruote al mondiale di F1 ed infine la Lancia Marino di Brandoli che corse a Montecarlo nel GP del 1954. Tra le GTS spiccano molti modelli Ferrari: SWB, 250GTL, 365 e 246, senza dimenticare la spettacolare Porsche 911 Vaillant ex Rabl.

Un stuolo di moto da GP per Carlo Ubbiali

Presente anche uno stuolo di moto da corsa omaggio a Carlo Ubbiali il pluricampione del mondo bergamasco re del circuito delle Mura. Sono proprio le moto ad aprire la manifestazione sotto la pioggia battente. Conclusa la manche è la volta delle auto. Ci siamo anche noi con la Ferrari 348 TB condotta dal nostro tester d’eccezione Simone Tacconi. Lui il circuito delle Mura lo conosce a menadito. Partiamo un po’ defilati per avere un minimo di strada libera.

Noi in Ferrari sulle orme del Nivola

L’asfalto è bagnato, ma la TB tiene che è una meraviglia. Ovviamente per ragioni di sicurezza non si può premere sull’accelerato, ma anche percorso a velocità “allegra” il tracciato è impressionante. Ci voleva del bel pelo per affrontare passaggi come il tunnel del Patano, un “pertugio” oscuro scavato sotto le case che fanno da ponte. Altrettanto da “sorci verdi” è il tornante a rampino e in discesa che immette in un veloce curvone. Mentre lo percorriamo ci vengono in mente le discese di Monte Carlo dove si sta disputando il GP di Monaco. Si va avanti così, tra impegnative curve degne dei più celebri tracciati automobilistici e veloci rettilinei in sali e scendi, per ben 2920 metri. Pare impossibile che Nuvolari con l’Alfa Romeo P3 lo abbia percorso nel 1935 in 2′ e 215” alla fantastica media di 87,308 km/h!!

Percorrerlo in suo onore è una esperienza adrenalinica indimenticabile che si rinnova ogni anno per i partecipanti del Bergamo Historic Grand Prix, diventati ormai una compagnia affiatata di amici. Per nulla al mondo rinuncerebbero all’appuntamento bergamasco, figuriamoci per “qualche goccia” di pioggia.

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