Bernie Ecclestone molla il timone della F1. È l’ora degli americani

Bernie Ecclestone molla il timone della F1. È l’ora degli americani

Bernie Ecclestone molla il timone della F1. È l’ora degli americani

Bernie Ecclestone, il grande boss della F1, è stato “pensionato”. Gli americani di Liberty Media prendono il comando. F1 anno zero

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Bernie Ecclestone, messo in un angolo dalla nuova proprietà a stelle e strisce, getta la spugna. Il padre padrone del F1 fa un passo indietro e lascia il timone al baffuto Chase Carey, vicepresidente della 21st Century Fox, uomo forte di John Malone e della sua Liberty Media, il colosso delle telecomunicazioni che ha acquistato l’azienda dello sport a ruote scoperte per circa 8 miliardi di dollari.

Una plusvalenza di un miliardo e 700 milioni di dollari

Come è norma nei cambi di proprietà e nei conseguenti avvicendamenti ai vertici, gli intenti e le promesse in sede di trattativa si sciolgono come neve al sole dopo che l’acquirente ha ottenuto il controllo della società. Così sfuma per Ecclestone la promessa designazione per altre tre stagioni come a.d. della nuova società nata con l’arrivo di Liberty Media, ma gli viene offerta una, più di facciata, presidenza onoraria. “Mi hanno deposto ma ho qualche soldo da parte per pagarmi un biglietto per venire a vedere un gran premio”, è stato l’amaro commento con humour tutto inglese di Bernie Ecclestone. Va detto che la buona uscita è da record. Si parla di un miliardo e 700 milioni di dollari ricavati dalla vendita delle azioni.

Ross Brawn nominato responsabile sportivo

Del resto a 86 anni suonati, dopo quasi 48 anni di incontrastato regno, anche per Ecclestone è venuto il tempo della pensione. Gli americani hanno fretta di far fruttare il loro acquisto ed Ecclestone è un personaggio troppo ingombrante per portare a termine quella rivoluzione radicale della F1 che hanno in mente i vertici della Liberty Media. Tra le prime mosse c’è la nomina di Ross Brawn, ex d.t. della Ferrari ai tempi di Schumacher, a responsabile sportivo. A lui il compito di trattare con le squadre e inventare nuove idee per aumentare lo show. C’è già anche un responsabile commerciale, Sean Bratches, che ha una lunga esperienza in ESPN, il principale network televisivo per la diffusione degli sport statunitensi.

La parola d’ordine è semplificare

La chiave per trasformare la F1 in uno spettacolo appetibile al grande pubblico, cosa che è progressivamente ma inesorabilmente mancata in questi ultimi anni, è la semplicità. Via le troppe complicazioni che rendono difficile capire cosa succede in pista. E poi, crescita negli USA con eventi a Miami e New York, ma anche salvaguardia dei GP storici come Monza, Montecarlo e Silverstone. Fra neanche un mese si apre ufficialmente la stagione con i test precampionato di Barcellona, vedremo da subito se la gestione Liberty sarà in grado di imprimere alla F1 quella svolta capace di farle ritrovare quel appeal, soprattutto tra i giovani, che negli ultimi sei anni è completamente mancato.