BMW M4 di Carbonfiber Dynamics: non si scherza

BMW M4 di Carbonfiber Dynamics: non si scherza

BMW M4 di Carbonfiber Dynamics: non si scherza

L’azienda di Tuning Carbonfiber Dynamics svela una versione della BMW M4 con una potenza vista di rado 700 PS e 827 Nm di torchio: è la M4R

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Non avete per forza bisogno di una BMW M4 GTS per avere un po’ più di divertimento sul circuito; vi bastano i 700 hp di certi “mostri” per essere più che soddisfatti. Carbonfiber Dynamics ha “pompato” una BMW M4 che vi svuoterà il portafoglio con la stessa velocità della che mostra in pista. Ma è davvero un modo intrigante per espandere al massimo le potenzialità del modello regolare. Come distributore di diverse parti per auto i realizzate in fibra di carbonio, il tuner tedesco sa davvero la sua in fatto di materiali. E con questo modello sfoggia tutta la sua esperienza.

Rinominata BMW M4R, questo modello dalle prestazioni ancora più strabilianti è provvista di un Varis Carbon front lip ovviamente in fibra di carbonaia, un alettone posteriore regolabile Alpha-N e diffusori laterali appositamente ridisegnati per migliorarne l’aerodinamica. Ma è ciò che si nasconde sotto il cofano a fare la parte del leone: la caratteristica più interessante di questa specialissima BMW M4 è la potenza. Un sistema JB4 Burger Motorsport e Canbus command con otto differenti mappe ECU. Inoltre, questo modello vanta uno scarico Akrapovic e nuovi turbo. Il risultato? 700 PS e 827 Nm di torchio, rispetto a una normale M4, che arriva “solo” a 600 hp.

BMW M4

BMW M4 di Carbonfiber Dynamics, “belva” quanto la GTS

Prima abbiamo accennato alla BMW M4 GTS, una vera e propria “belva”, che sarà prodotta in serie limitata a 700 esemplari e disponibile sul mercato dalla primavera 2016. Un gioiellino per pochi eletti, sportiva da 500 cavalli, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi e di raggiungere una velocità massima “autolimitata” di 305 km/h. Non è un caso che la BMW M4 GTS è stata “tarata” sulla Nürburgring-Nordschleife. Il tracciato più celebre di quello che l’asso della F1 James Hunt definì “l’inferno verde”. Per scoprirla nel dettaglio clicca QUI.

Fonte e fonte foto: carscoops.com