Bollo auto storiche come funziona: tutte le novità più recenti

Bollo auto storiche come funziona: tutte le novità più recenti

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Bollo auto storiche come funziona: una panoramica delle novità più recenti

Bollo auto storiche come funziona: tutte le cose importanti da sapere, le scadenze e le limitazioni per richiedere l’esenzione e molto altro. Informazioni aggiornate a fine 2016.

La nuova legge è un po’ meno conveniente

Negli ultimi mesi la Legge di stabilità ha modificato in negativo la situazione delle automobili storiche. Di fatto, i limiti per richiedere l’esenzione del bollo sono più severi, con auto che devono essere più vecchie a livello di immatricolazione.

Come vedremo, sta anche alle regioni decidere quanto essere esose a riguardo. In ogni caso, è meglio partire con ordine. Cominciamo con le date e le cifre da tenere presente in questo periodo.

I dati precisi

Da ora in poi, l’esenzione per il bollo viene riconosciuta esclusivamente ad auto immatricolate oltre trent’anni fa. Ora siamo nel 2016, quindi l’anno di riferimento che ci interessa è il 1986. In precedenza, il limite era fissato a 20 anni. Sono dieci anni di bollo che si incassa lo stato, non bruscolini.

La ragione è quanto mai banale: si tratta di fare cassa, molto semplicemente. Purtroppo questa volta colpisce gli appassionati di auto storiche, chissà a chi toccherà la prossima volta.

Tra i venti e i trenta anni

Per “venire incontro” al cittadino, tuttavia, lo Stato riconosce alle Regioni la possibilità di applicare alcuni sconti ai proprietari di automobili che si sono trovati “intrappolati” nel periodo intermedio. Pensiamo per esempio a un cittadino che aveva un’auto immatricolata nel 1990: fino a ieri era esente dal pagamento del bollo, oggi si ritrova costretto a pagarlo.

Si tratta tuttavia di poco più che un contentino. Per le auto con una data di immatricolazione che risale tra i venti e i trenta anni fa, le regioni hanno la facoltà di applicare uno sconto del 10 per cento sul totale dell’importo del bollo.