Brexit, quali scenari per l’industria dell’auto?

Brexit, quali scenari per l’industria dell’auto?

Brexit, quali scenari per l’industria dell’auto?

Quali saranno gli effetti di Brexit sul mercato dell’auto? Difficile fare previsioni, ma per il Regno Unito lo scenario non è roseo

chiudi


Mentre le borse di tutta Europa sono in profondo rosso – Milano in profondissimo rosso – dopo il referendum del 23 giugno, le ripercussioni di Brexit si stanno facendo sentire anche tra i produttori delle quattro ruote. Dopo le banche, infatti, è l’industria auto ad accusa tra i maggiori ribassi sui mercati azionari, a partire dagli indiani di Tata Motors fino a Volkswagen e Peugeot.

Si tenga conto che, nonostante il Regno Unito abbia perso da tempo la proprietà dei costruttori d’auto che hanno scritto la storia, il settore automotive continua a generare numeri importanti per il pil e l’occupazione dell’isola. Oltre 70 miliardi di sterline di giro d’affari, quasi 800mila occupati comprendendo l’indotto, oltre 1,5 milioni di veicoli e 2,4 milioni di motori prodotti che ne fanno il quarto paese in Europa dopo Germania, Francia e Spagna. Stando alle cifre, il settore auto è il terzo in Gran Bretagna in termini di valore all’export con 50,7 miliardi di sterline (l’11% del totale), superato solo da metalli preziosi e macchinari e motori. Circa l’80% della produzione britannica di auto è destinata all’export e il 68% è diretto verso i paesi dell’Unione Europea.

Non stupiscono, quindi, gli appelli di manager dell’industria dell’auto mondiale affinché il negoziato tra Londra e Bruxelles mantenga le attuali condizioni scongiurando l’introduzione di dazi doganali sul mercato delle quattro ruote.

Dopo Brexit, si teme la fuga dei produttori esteri

Uno dei punti più delicato all’interno del delicatissimo scenario che si è aperto con Brexit è costituito dal fatto che l’industria dell’auto britannica è – come si accennava poco sopra – in larga parte di proprietà estera. Per intenderci: quasi un terzo della produzione auto britannica è firmata Tata Motors con gli storici marchi Land Rover e Jaguar e una produzione di quasi 500mila auto l’anno. Il secondo produttore in Gran Bretagna è la nipponica Nissan. Sfiora le 200mila unità la produzione della Toyota a Burnaston mentre la Honda l’anno scorso ha prodotto 120mila auto nell’impianto di Swindom. Poi tra i big figurano la Bmw con la Mini, che produce oltre 201mila auto. Sono proprio i Tedeschi a essere più allarmati: oltre a Bmw nel Regno Unito gli stabilimenti auto, motori e componentistica di proprietà tedesca sono un centinaio e comprendono Volkswagen e Daimler con brand come Bentley, la Mercedes F1, Rolls-Royce. Inoltre la Gran Bretagna rappresenta il principale mercato estero per i costruttori tedeschi con circa 800mila auto.

I negoziati per il divorzio più difficile della storia devono ancora incominciare. E in tutto ciò Brexit ha già segnato pesantemente il settore automotive. Non in positivo.

Fonte: Askanews