CasoTesla, autorità Usa: «non possiamo avere la perfezione»

CasoTesla, autorità Usa: «non possiamo avere la perfezione»

CasoTesla, autorità Usa: «non possiamo avere la perfezione»

Il capo dell’autorità stradale Usa, il direttore dell’NHTSA, sul caso Tesla. Sui veicoli autonomi «non possiamo avere la perfezione»

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Non possiamo aspettare fino a quando il pilota automatico non sarà una tecnologia perfetta. Dopo il caso Tesla, sono parole che faranno discutere. Specie se a dirle è Mark Rosekind, il capo della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA). Cioè l’autorità che si occupa della sicurezza sulle strade amaricane e che sta indagando sulla morte di una persona avvenuta mentre la sua auto elettrica Tesla era guidata dal pilota automatico. La posizione dell’ente supremo Usa è piuttosto chiara. E suona come un: “Ci dispiace. Speriamo che non accada mai più (e potrebbe succedere ancora). Ma dobbiamo continuare ad andare avanti. Questo incidente non dovrebbe fermare lo sviluppo dei veicoli autonomi, ha aggiunto Rosekind. Per poi concludere così: I produttori di auto devono essere disperati per introdurre una tecnologia che riduce gli incidenti dovuti al traffico.

Caso Tesla, il primo morto per la guida autonoma

La mera cronaca ha probabilmente già fatto il giro del mondo. Era su una strada della Florida, il conducente di una Tesla Model S che ha attivato il “pilota automatico”. L’intelligenza artificiale è in grado di prendere il nostro posto. Ma attenzione, perché si consiglia comunque di non togliere mai le mani dal volante, almeno a questo livello di tecnologia. Eppure chi guidava non l’ha fatto. E a un incrocio avviene un violento impatto con un grosso autoarticolato che sta svoltando a sinistra.

Il direttore dell’NHTSA si è espresso in pubblico per la prima volta da quando è stata aperta l’inchiesta, anche se le 25mila auto con il marchio Tesla continuerebbero a essere sotto indagine. La questione è complessa. In un futuro che non sembra molto lontano si dovranno affrontare delicati discorsi legali per l’attribuzione delle responsabilità civili e penali. Ma Rosekind sembra già guardare avanti.

Fonte: Askanews