Dieselgate la storia infinita. Tocca alla Germania

Dieselgate la storia infinita. Tocca alla Germania

Dieselgate la storia infinita. Tocca alla Germania

Dieselgate la storia infinita dello scandalo delle emissioni non veritiere coinvolge direttamente la Germania. Richiamati 630.000 veicoli

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Test in laboratorio e cicli reali

Dopo lo scandalo Dieselgate i ministeri dei Trasporti europei hanno iniziato a voler vederci chiaro sulle emissioni dei veicoli a gasolio venduti nei rispettivi Paesi. Il ministro tedesco dei Trasporti, Alexander Dobrindt, scottato dall’affaire Volswagen, ha ufficializzato in questi giorni i dati delle 56 verifiche effettuate sui 53 modelli diesel più venduti in Germania. Sono parse evidenti discrepanze tra i test di laboratorio e i cicli reali, anche se su nessuna vettura è stato trovato un “defeat device”, ovvero un dispositivo deliberatamente studiato per aggirare i controlli in sede d’omologazione.

La finestra termica della discordia

I tecnici della commissione di indagine hanno tuttavia ritenuto un po’ troppo “elastica” la cosiddetta “finestra termica” che consente ai costruttori di disattivare il sistema di abbattimento degli NOx alle basse temperature per preservare il motore. Il ministero dei Trasporti tedesco ha pubblicato sul proprio sito istituzionale il documento con i risultati dell’indagine. Nel dossier di 134 pagine è stato incluso anche l’elenco dei modelli testati. La auto esaminate sono state divise in tre gruppi: Gruppo I: i veicoli il cui comportamento è risultato corretto o le cui anomalie nei livelli di NOx sono stati giustificati dai costruttori in maniera plausibile. Gruppo II: veicoli con emissioni di NOx le cui giustificazioni sono state considerate dagli esaminatori non sufficienti. Gruppo III: veicoli del gruppo Volkswagen (tipo EA 189, Euro 5) di cui si è già accertato la presenza di dispositivi atti ad abbattere le emissioni.

16 marchi giudicati irregolari

I marchi giudicati “irregolari” sono complessivamente sedici: Alfa Romeo, Audi, Chevrolet, Dacia, Fiat, Ford, Hyundai, Jaguar, Jeep, Land Rover, Mercedes-Benz, Nissan, Opel, Porsche, Renault e Suzuki. I risultati e le “perplessità” della commissione d’indagine sono stati comunicati ai costruttori tedeschi che di loro iniziativa hanno deciso di richiamare 630.000 veicoli in tutta Europa per modificare la funzione di spegnimento a tempo del sistema di trattamento dei gas di scarico, che prevede la riduzione del trattamento dopo un determinato lasso di tempo. Dal canto suo il governo tedesco ha dichiarato che intende chiudere il buco normativo che consente ai costruttori di disattivare o rendere meno efficaci le trappole anti-NOx al di fuori delle condizioni ambientali entro le quali si svolgono i test di laboratorio.

La storia infinita

Dopo l’indagine tedesca che segue quella inglese (ha ottenuto sostanzialmente i medesimi risultati), appare evidenti che altri ministeri dei Trasporti seguiranno la stessa via. Appare altresì evidente che in mancanza d normative precise e controlli severi su parametri, non dimentichiamolo, che hanno acquisito “vitale” importanza soltanto negli ultimi “verdi” tempi, i costruttori hanno cercato di “arrangiarsi”, qualcuno magari “esagerando” come ha fatto Volkswagen con l’ormai celeberrimo “defeat device”. È auspicabile in ogni caso che l’Autorità non si limiti soltanto a inasprire i controlli, ma riveda nel loro complesso i parametri tenendo conto prima di stabilire “valori invalicabili” di realtà, possibilità e tempi per raggiungere tali risultati, altrimenti ci sarà sempre qualcuno pronto con un “defeat device” nel cassetto e la storia resterà infinita.

L’elenco dei modelli diesel testati dal ministero dei Trasporti tedesco

Gruppo I:
Audi A3 2.0 Euro 6 EA 288
Audi A6 2.0 Euo 6 EA 288
Audi A6 V6 3.0 Euro 6 EA 288
BMW 320 2.0 Euro 5
BMW 216 1.6 Euro 6
BMW 530 3.0 Euro 6
Fiat Panda 1.3 Euro 5
Ford Focus 2.0 Euro 5
Honda HR-V 1.6 Euro 6
Land Rover Range Rover Evoque 2.0 Euro 6
Mazda 6 2.2 Euro 6
Mercedes C220 Bluetec 2.1 Euro 6
Mercedes S 350 Bluetec Euro 6
Mercedes Sprinter 2.1 Euro 5
Mitsubishi ASX 2.3 Euro 5
Opel Astra 2.0 Euro 5
Peugeot 308 SW 1.6 Euro 6
Smart Fortwo 0.8 Euro 5
Toyota Auris 2.0 Euro 5
Volvo V60 2.0 Euro 6
VW Golf VII 1.6 Blue Motion Euro 6 EA 288
VW Golf VII 2.0 Euro 6 EA 288
VW Passat 2.0 Euro 6 EA 288
VW Sportsvan 2.0 Euro 6 EA 288
VW Touran 2.0 Euro 6 EA 288
VW Golf 1.6 Euro 5
VW Touareg V6 3.0 Euro 6

Gruppo II:
Alfa Romeo Giulietta 2.0 Euro 5
Audi A6 V6 3.0 Euro 5
Chevrolet Cruze 2.0 Euro 5
Dacia Sandero 1.5 Euro 6
Fiat Ducato 3.0 Euro 5
Ford C-Max 1.5 e 2.0 Euro 6
Hyundai ix35 2.0 Euro 5
Hyundai i120 1.1 Euro 6
Jaguar XE 2.0 Euro 6
Jeep Cherokee 2.0 Euro 5
Land Rover Range Rover 3.0 Euro 5
Mercedes V250 Bluetec 2.1 Euro 6
Nissan Navara 2.5 Euro 5
Opel Insignia 2.0 Euro 6
Opel Zafira 1.6 Euro 6
Porsche Macan 3.0 V6 Euro 6
Renault Kadjar 1.6 e 1.5 Euro 6
Suzuki Vitara 1.6 Euro 6
VW Amarok 2.0 Euro 5
VW Crafter 2.0 Euro 5

Gruppo III:
VW Beetle 2.0 EA 189 Euro 5
VW Golf Plus 1.6 EA 189 Euro 5
VW Passat 2.0 EA 189 Euro 5
VW Polo 1.2 EA 189 Euro 5