DS 5 1955: la nostra prova seconda parte

DS 5 1955: la nostra prova seconda parte

DS 5 1955: la nostra prova seconda parte

La DS 5 1955 è dotata del nuovo motore 2.0 turbodiesel da 181 CV che la rende brillante anche se parca nei consumi.

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Keyless e avviamento a pulsante indicano, se mai fosse necessario, che la DS 5 1955 è una vettura premiun e ci tiene a dichiaralo. Il cambio è un tradizionale automatico con convertitore di coppia (dotato anche della modalità sportiva e di quella per affrontare al meglio i fondi scivolosi, attivabili con due tasti). C’è pure la modalità manuale, per selezionare le sei marce muovendo la leva del cambio in avanti e all’indietro. Vista la “modalità sportiva” ci saremmo aspettati anche le palette dietro al volante di foggia prettamente racing.

Bastano pochi chilometri con la DS 5 1955 per mettere in luce le qualità del nuovo motore a gasolio: è silenzioso, regolare nel funzionamento e, a qualsiasi regime, pronto nella risposta. Non ha la verve di uno sportivo, ma in accelerazione si difende bene, scattando da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi. I limiti di velocità ci hanno impedito di spingerla a fondo. Ma la velocità massima dichiarata dalla Casa di 220 km/h appare più che plausibile.

Un po’ ruvido il cambio soprattutto in modalità manuale e non del tutto fluido anche in automatico. Nel misto veloce lo sterzo pesante e non direttissimo mette in evidenza un comportamento di guida poco incline alla sportività. Diciamo che la DS 5 1955 si trova a suo agio più nella guida tranquilla in souplesse che non in quella cattiva da “coltello tra i denti”. Del resto le sue caratteristiche la pongono in diretta concorrenza con le monovolume premium di classe medio alta piuttosto che con le crossover sportive.

L’assetto solido e le ruote da 18” contribuiscono a garantire alla DS 5 1955 una eccellente tenuta di strada in ogni condizione d’impiego e un’ottima agilità. Potente e ben modulabile l’impianto frenante e davvero notevole la manovrabilità, favorita dalla presenza della telecamera posteriore e dei sensori di parcheggio. Le sospensioni non filtrano un granché le connessioni dell’asfalto e soprattutto i “malefici” cordoli trasversali di rallentamento, ma contribuisco alla tenuta di strada.

Il baule ha una buona capienza (468 litri con tutti i sedili in uso, 1288 a divano ripiegato), ma la soglia di carico risulta un po’ alta da terra (77 cm) e la conformazione a pozzetto non agevola le operazioni. Più che buoni infine i consumi. Il computer di bordo ha indicato una media di 14 km/litro.

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