F1 Ferrari: fuori Allison, dentro Binotto

F1 Ferrari: fuori Allison, dentro Binotto

F1 Ferrari: fuori Allison, dentro Binotto

F1 Ferrari. Marchionne promuove Mattia Binotto direttore tecnico al posto di James Allison. Un tecnico cresciuto in casa per raddrizzare la rotta

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Come avevamo segnalato i giorni in Ferrari di James Allison, padre della deludente SF-16H, erano agli sgoccioli. Si facevano sempre più insistenti le voci di un clamoroso ritorno a Maranello di Ross Brawn, l’ex direttore tecnico degli anni ruggenti dell’era Schumacher. Ma Marchionne ha voluto ancora una volta scompaginare le carte, anziché cercare all’esterno il sostituto dello sfortunato James Allison – non dimentichiamo che ad inizio stagione ha perso la moglie e questo ha influito non poco sul suo rendimento – ha deciso di promuovere al ruolo di direttore tecnico Mattia Binotto in Ferrari dal 1995 e dal 2014 capo motorista.

Un tecnico cresciuto in Ferrari

Mattia Binotto, nato il 3 novembre 1969 a Losanna, ma con solide radici reggiane, laureato in Ingegneria meccanica nel 1994 al Politecnico di Losanna, dopo aver conseguito un master in Ingegneria delle auto a Modena, è riuscito ad entrare in Ferrari accettando l’assunzione nell’area della gestione del personale per superare il temporaneo blocco dell’assunzione di tecnici. Tuttavia in breve è passato all’area motori, facendo esperienza prima nel team dei test e poi con la squadra corse. Valente tecnico, nel 2007 è diventato Capo ingegnere delle aree racing e montaggio, per poi nel 2009 assumere la responsabilità del Reparto Motori e Kers. Nel 2013 lo troviamo vice del capo motorista Luca Marmorini che ha sostituito nel 2014.

Un difficile compito

A Binotto, 46 anni, il non facile compito di rimettere mano al progetto di Allison, ridare smalto alla SF-16H e motivare gli uomini che hanno contribuito a realizzarla. Assume l’incarico in un momento difficile per la Ferrari: la SF-16H non ha mantenuto fede alle attese e non è stata ancora in grado di vincere una corsa. Peggio, non soltanto ha dimostrato la sua inferiorità di progetto e sviluppo nei confronti della stratosferica Mercedes, ma ora è minacciata da vicino dalla Red Bull, la cui rapida evoluzione, sottolineata dagli ultimi podi, preoccupa non poco Maranello.

L’opportunità dei nuovi regolamenti

A Binotto si chiede di salvare il salvabile di una stagione che appare ormai compromessa, ma soprattutto di affilare le armi per la prossima con i nuovi regolamenti, destinati ad entrare in vigore nel 2017, che permetteranno di realizzare monoposto di 3” a giro più veloci delle attuali. Per raggiungere simili prestazioni si potranno utilizzare ali più grandi e dalle forme differenti, monoposto più lunghe e larghe con gomme oversize per aumentare il carico aerodinamico. Insomma la F1, dopo anni d’immobilismo, si appresta a una rivoluzione epocale per dare più spettacolo e mordente alle corse. Sul fronte della progettazione è una sorta di nuovo inizio con i progettisti delle Case che, in teoria, possono partire ad armi pari. Toccherà in primo luogo a Mattia Binotto il compito di saper cogliere l’occasione.