Ferrari Segreto: un libro lo svela

Ferrari Segreto: un libro lo svela

Ferrari Segreto: un libro lo svela

In Ferrari Segreto Italo Cucci racconta un Enzo Ferrari inedito. La presentazione a Bologna, unendo il piacere della lettura a quello della gastronomia d’autore

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Ferrari Segreto, di Italo Cucci (Minerva Edizioni) racconta dell’amicizia vera, seppur mai dichiarata, tra un giornalista “che non capiva niente di automobili” e Enzo Ferrari, il mostro sacro, il Drago, dell’automobilismo mondiale. È lo stesso Ferrari a dipingersi così quando in un primo, burrascoso, incontro con il nostro dichiara “Giovanotto, in America conoscono soprattutto tre italiani, Mussolini, Fellini e Ferrari”.

Un’amicizia durata 17 anni

Inizia così dopo uno “scivolone” di gioventù – Cucci, dopo la morte di Ignazio Giunti nel ’71 sul circuito di Buenos Aires, aveva scritto sul Carlino un pezzo in punta di penna usando la metafora che Ferrari più odiava, “Saturno che divora i suoi figli” per stigmatizzare il presunto cinismo del Vecchio che mandava a morire i suoi piloti – un’ amicizia durata 17 anni, fatta di conversazioni, spesso a tavola, dove “si parlava di tutto ma non di corse e di automobili”. In uno dei passaggi del libro è lo stesso Ferrari a svelare la formula vincente che ha permesso a Italo Cucci di essere tanto intimo di un uomo che non si può certo dire amasse particolarmente la categoria dei giornalisti, soprattutto quelli sportivi che pontificavano sulle sue macchine. “Sa perché mi trovo bene con lei? Perché non capisce niente di auto e finalmente posso parlare liberamente di tutto senza che mi si chiedano notizie e commenti che non darei…

Enzo Ferrari come Vasco Rossi

Tutti i grandi della storia hanno avuto bisogno di qualcuno con cui confidarsi e, perché no, essere se stessi. Leggendo Ferrari Segreto traspare che quel “qualcuno” per Enzo Ferrari è stato Italo Cucci, classe 1939, direttore di prestigiosi quotidiani nazionali (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Il Corriere dello Sport-Stadio, Il Guerin Sportivo, Quotidiano Nazionale) e il settimanale Autosprint. Cucci racconta dei suoi esordi nella professione e del rapporto privilegiato che stabilì con Ferrari. Ne scaturisce un ritratto molto diverso da quello che ci ha consegnato sino ad oggi una sterminata quantità di libri e pubblicazioni su uno dei giganti del nostro tempo. Con irriverente ardire Cucci paragonò sul Guerin Sportivo Enzo Ferrari a Vasco Rossi per via delle comuni origini modenesi e per la vita spericolata alla Steve McQueen, una delle più belle canzoni di sempre… Era il 1983 e Vasco non era la star di oggi, ma veniva dipinto da certa stampa blasonata come un tipo poco raccomandabile. Sgomento di Gozzi, capo ufficio stampa Ferrari, ma divertito messaggio telex (le mail erano a di là da venire) di Ferrari “Mi sono divertito. Suo Vasco Rossi”.

Le lacrime per Castellotti

In decine di ritratti sulla carta stampata, in pellicola ed ora sul Web Enzo Ferrari è descritto come uomo duro e cinico che pensa solo alla gloria e in nome di questa manda a morire schiere di giovani piloti. Ben diverso è il ritratto che ne fa Cucci, documentato dalle splendide foto in bianco e nero di Walter Breveglieri, il più bravo fotoreporter di quei tempi insieme a Franco Villani. In una si vede il Drake affranto, che piange, accanto alla salma di Eugenio Castellotti, schiantatosi in prova sulla pista dell’Aerautodromo di Modena il 14 marzo 1957. Non per questo va tuttavia avvalorata, l’immagine televisiva del Drake pentito offerta dalla fiction sulla sua vita. Lui stesso, nel libro si proclama un “pragmatico” per non dire un cinico “Io pentito? Mai!”.

Il piacere di spettegolare

In Ferrari Segreto Cucci e Ferrari “spettegolano” su tutto e su tutti: dai personaggi dell’italica storia come Mussolini o Italo Balbo ai politici (Togliatti, Almirante, Spadolini, Napolitano). Un capitolo è interamente dedicato ai giornalisti con riportati i ritratti a volte tranchant a volte divertiti che ha fatto lo stesso Ferrari in un libro raro e prezioso “Il Flobert”, copertina di sughero, una piuma infilata nel bersaglio, una dedica e una paginetta a testa per i giornalisti che nel bene e nel male avevano attratto l’attenzione del Vecchio. Ferrari lo consegnò personalmente agli interessati nel 1976 in un memorabile pranzo a Maranello.

Il Premio Pirazzini da Vivo

Io all’epoca ero un’oscuro imberbe collaboratore del Corriere d’Informazione, il Drake lo potevo vedere soltanto da lontano, ma molti di quei giornalisti furono in seguito i Maestri da cui cercai di imparare il mestiere. Ricordo con particolare simpatia Ezio Pirazzini, del Resto del Carlino, noto tombeur de femmes, i suoi veri o presunti amori non si contavano. Il ritratto che ne fa il “giornalista” Ferrari è straordinario. In poche righe dipinge in modo magistrale il personaggio. Ferrari si inventò un premio originalissimo il “Premio Pirazzini da Vivo”, lo consegnava, alla vigilia del Gran Premio di Imola, al giornalista che aveva seguito le orme del Maestro. Era l’occasione per raccontare a una platea internazionale le vere o presunte avventure amorose di Pirazzini.

Serata d’autore a cinque stelle

Ferrari Segreto è stato presentato a Bologna nella fastosa e storica cornice del Grand Hotel Majestic, già Baglioni. I selezionati ospiti, tra i quali Piero Ferrari (figlio di Enzo), hanno potuto gustare al Ristorante I Carracci un menù speciale ideato dall’executive chef Claudio Sordi ed ispirato al libro. Dall’uovo alla “Drake” con scaglie di Parmigiano Reggiano e patate schiacciate ai tortellini di Modena con brodo di gallina e manzo per arrivare al bollito di lingua bianca modenese e cotechino con salsa verde e rossa. Per finire con la torta Barozzi con crema al mascarpone.
 Il tutto accompagnato dal Lambrusco.

Ferrari Segreto

Ferrari Segreto, la cover