Ford Riders For Health: in sella per l’Africa

Ford Riders For Health: in sella per l’Africa

Ford Riders For Health: in sella per l’Africa

Ford Riders For Health mapperà le zone più remote dell’Africa per permettere un intervento dei servizi sanitari più rapido e agevole

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Ford Riders For Health è solo l’ultimo dei progetti che l’Ovale blu sta portando avanti all’interno dello Smart Mobility Plan, la ben più ampia galassia di sfide e innovazioni che la Casa americana sta affrontando per sviluppare una mobilità che sia davvero sostenibile. Nello specifico, il Ford Riders For Health è stato sviluppato nell’Africa Occidentale rurale e si avvale di un nuovo sistema di raccolta dati che si avvale di un kit di sensori per motociclette. A loro volta queste ultime potranno mappare zone remote non ancora inserite nelle comuni cartografie GPS e facilitare in questo modo l’intervento dei servizi sanitari in zone in cui l’accesso all’assistenza medica è meno agevole. La sfida è di dimostrare come la connettività globale possa davvero aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone.

Ford Riders For Health nel dettaglio

Al programma Ford Riders for Health, portato avanti specificatamente in Gambia, parteciperanno 50 moto che affiancheranno, nella raccolta dati, la flotta di pick-up Ranger già attiva nell’esperimento Data Driven Healthcare, già parte dello Smart Mobility Plan Ford. I medici potranno intervenire con maggiore rapidità in caso di emergenza e si favorirà la diffusione di medicine, cure e vaccini in zone precluse alla normale circolazione delle merci e delle persone.

Il kit di sensori, che include la mappatura delle coordinate GPS, è stato sviluppato secondo lo standard OpenXC, una piattaforma aperta realizzata da Ford che permette a veicoli di ogni genere di trasformarsi in centri di raccolta di informazioni sul traffico, sulle condizioni della strada e addirittura sul meteo.

Lo stesso OpenXC è una piattaforma davvero molto speciale. Lo spiega bene Ken Washington, vicepresidente ricerca e ingegneria avanzata di Ford, che commenta: Lo standard OpenXC è nato 5 anni fa come un progetto sperimentale che aveva l’obiettivo di permettere a un’auto di inviare un tweet, ma nel tempo si è evoluto fino a diventare una piattaforma aperta di ‘Internet per la mobilità’ che oggi ci aiuta a comprendere meglio, in tutto il mondo, le modalità attraverso le quali le persone si spostano. Da allora abbiamo percorso molta strada, e oggi la piattaforma è in grado di adattarsi a veicoli di ogni genere, come biciclette o moto, ed è diventata parte integrante del processo che ci aiuterà a facilitare l’accesso alle cure mediche nelle zone non raggiunte in modo capillare dai servizi sanitari.