GP Catalogna, incidente mortale in Moto2. Destino beffardo

GP Catalogna, incidente mortale in Moto2. Destino beffardo

GP Catalogna, incidente mortale in Moto2. Destino beffardo

GP Catalogna. Luis Salom non vedeva l’ora di correre al Montmelò, ma alla curva 12 il suo sogno si è infranto in una mortale scivolata

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In un’epoca come la nostra dove la sicurezza di moto e circuiti è ormai una costante acclarata, dove si sono fatti e si fanno enormi passi per migliorare al massimo del possibile l’incolumità dei piloti durante le malaugurate scivolate, è difficile accettare che si possa ancora morire. Invece è ciò che è purtroppo accaduto oggi nella seconda sessione di prove libere del GP di Catalogna, classe Moto2. Luis Salom, spagnolo, 24 anni una carriera davanti ancora tutta da costruire, è andato dritto contro le barriere ed è accaduto l’imponderabile, la sua moto gli è finita addosso non lasciandogli scampo. Nulla hanno potuto fare i medici dell’ospedale universitario generale di Catalogna dove lo sfortunato pilota è stato immediatamente trasportato in elicottero. Operato d’urgenza è deceduto alle 16,55 lasciando sgomento il mondo della moto GP.

Violento impatto a 180 km/h

È ovviamente troppo presto per stabilire le esatte dinamiche dell’incidente e soprattutto se c’era una sia pure remota possibilità di evitare le tragiche conseguenze. Le immagini diffuse mostrano la parte finale dell’incidente, con la moto che va a sbattere violentemente contro le barriere di gomma e dopo qualche frazione di secondo il corpo dello sfortunato pilota che impatta contro di essa. L’ipotesi più plausibile è che Salom abbia perso il controllo della sua Kalex prima della curva 12, in un punto dove la velocità è attorno ai 180 km/h.

La sicurezza assoluta è una utopia

I circuiti del Motomondiale offrono elevatissimi standard di sicurezza. Non sono più le arene dove nello scorso secolo era estremamente facile perdere la vita. Le moto hanno sistemi di sicurezza straordinari e persino l’abbigliamento dei piloti ha subito una evoluzione tale che, grazie all’inserimento di dispositivi di protezione, è in grado di rendere ogni caduta una semplice banale scivolata senza conseguenze. Le barriere protettive di ultima generazione assorbono in modo ottimale l’impatto ammortizzandolo progressivamente, ma tutto questo non può in ogni caso ridurre il rischio allo zero assoluto. Salom va ad aggiungersi ai nomi di Marco Simoncelli, Daijiro Kato e Shoya Tomizawa nell’elenco dei piloti morti durante un gran premio del motomondiale a partire dagli anni 2000. La causa? L’impatto non già contro le protezioni o l’asfalto della pista come avveniva un tempo, ma travolti o colpiti dalla propria moto o da quella di altri piloti.

La carriera

Luis Salom ha esordito nel Motomondiale nel 2009 in 125. In 25 occasioni è salito sul podio, incluse nove vittorie nella Moto3. Nel 2012 è arrivato secondo nel Mondiale della Moto3 ed era giunto terzo assoluto nel 2013, dopo aver battagliato a lungo con Maverick Vinales e Alex Rins. In Moto2 si è aggiudicato 3 podi, compreso il secondo posto nel GP del Qatar di quest’anno.

L’ultimo post su Facebook

In mattinata Luis aveva postato su Facebook una sua foto corredata dal messaggio: “Voglia di prove libere e di correre al Montmelò: questo circuito è spettacolare!”. È morto vivendo appieno la propria passione. Penso che non stia a noi giudicare se questo sia giusto o sbagliato.