La prima sport car del Qatar, Elibreia: una bruttissima idea

La prima sport car del Qatar, Elibreia: una bruttissima idea

La prima sport car del Qatar, Elibreia: una bruttissima idea

L’unica scusante è che fosse al prima volta in assoluto. La prima sport car di sempre del Qatar, la Elibreia, è davvero troppo eccessiva

chiudi

Caricamento Player...

Per chi non lo sapesse ancora, esiste una divisione di Texas A&M in Qatar. E chi non ne era a conoscenza non saprà nemmeno che tale divisione stava lavorando alla prima sport car di sempre del Qatar, chiamata Elibreia, e appena svelata al Falit Qatar Motor Show. Tra sguardi sicuramente stupiti e qualche sogghigno. Si tratta infatti di un progetto universitario e di uno sforzo apprezzabili, ma alcuni avrebbero decisamente preferito che il lenzuolo continuasse a tenere coperta la vettura. Certo, quando si propone qualcosa di nuovo le sperimentazioni sono sempre apprezzabili. Ma questa volta la fantasia e la ricerca spasmodica del lusso a tutti i costi sembrano aver passato il segno.

Come rivelano quelli di ArabGT.com, la Elibreia monta un GM V6 e ha un telaio in fibra di carbonio. Anche se a vederla è davvero forte la tentazione di pensare che si tratti davvero di una accozzaglia di oro 24 carati. Il luccichio sfavillante della carrozzeria non serve ad altro che ad accentuare la confusione delle linee e dell’estetica, per un design che in molti non esiterebbero a definire pacchiano. Tantissime linee, pieghe, angoli. Tanto che un giornalista di Jalopnik non ha esitato a definirla una strana via di mezzo tra un origami riuscito male e l’Optimus Prime della fantascientifica casa cinematografica di Transformers.

Elibreia

Elibreia, avanti la prossima

La Eliberia, nel tentativo di stupire a tutti i costi, esagera su tutti i fronti. Apprezziamo il tentativo e si spera che il prossimo modello si liberi dagli eccessi di questa “prima volta”. I designers hanno infatti dichiarato di essere già al lavoro su un’altra vettura… La parola chiave è sobrietà!

Fonte foto e immagine di copertina: YouTube