I materiali più insoliti presenti sulle auto di ieri e di oggi

I materiali più insoliti presenti sulle auto di ieri e di oggi

I materiali più insoliti presenti sulle auto di ieri e di oggi

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Pellame pregiato, alluminio, vetroresine, tessuti, nuove leghe… Sicuri di conoscere tutti i materiali che sono presenti nella vostra auto?

Non tutte le auto sono fatte della stessa materia. L’inarrestabile progresso della tecnologia e la necessità di operare scelte a volte estreme per ridurre il peso, i consumi oppure i costi di produzione, da sempre stimolano i progettisti ad utilizzare materiali decisamente insoliti.

La maggior parte delle auto sono infatti composte principalmente da acciaio, alluminio, vetro, plastica e gomma, ma in alcuni casi nascondono delle curiose sorprese. La presenza di materiali particolari, inoltre, rappresenta non solo un vezzo ingegneristico ma anche un valore aggiunto. A tal proposito, chi possiede auto con materiali insoliti potrebbe constatarne il reale valore sfruttando i moderni sistemi di valutazione online offerti dai siti specializzati nella vendita di auto usate.

Tuttavia, il valore economico non è tutto. Intuizioni geniali e clamorosi fallimenti contribuiscono infatti da sempre a rendere più affascinante la storia dell’automobile.
Le auto costruite con componenti inconsueti, del resto, non sono certo una novità: già agli inizi del secolo scorso molti costruttori cercarono di puntare su materiali più leggeri ed economici come il legno.

Nei primi anni del ‘900 il peso elevato delle parti meccaniche come telaio e motore costringeva infatti i progettisti ad alleggerire i componenti ritenuti “superflui”. Fu così che nacque, ad esempio, la storica Hispano-Suiza H6 Tulipwood del 1924, una lussuosa e potente quattro ruote dotata di una splendida carrozzeria in legno di magnolia.

Chi dei materiali insoliti ha fatto il suo marchio di fabbrica è la britannica Morgan, prima ed unica casa automobilistica a produrre in serie (seppur limitata) delle vetture con telaio in alluminio e scocca in legno.

In tempi più recenti si è affermato invece l’utilizzo di materiali alternativi su alcune parti della scocca. Ne è un esempio la Fiat Tipo ’88, prima vettura del marchio torinese dotata di carrozzeria zincata ed equipaggiata con un portellone posteriore in vetroresina. La vetroresina è stata poi sostituita dall’alluminio per ragioni di sicurezza, mentre la zincatura è invece diventata uno standard su tutte le vetture di serie.

L’alleggerimento delle auto, tuttavia, è oggi limitato dalle rigide misure di sicurezza e non ha come obiettivo primario l’aumento delle prestazioni, bensì la riduzione delle emissioni e dei consumi di carburante.

In quest’ottica si apprezza l’utilizzo sempre più frequente di leghe leggere al silicio o magnesio per i basamenti dei motori oppure l’impiego di sostanze vegetali negli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, come nel caso delle nuove mescole Michelin e Yokohama arricchite con olio di girasole e scorze d’arancia.

Sulla nuova BMW i3 spicca invece la plancia in fibre vegetali rivestita con pannelli in eucalipto, un’idea originale che rispecchia l’anima total-green della piccola auto elettrica tedesca. La stessa BMW i3 monta inoltre dei pannelli controporta in fibra di canapa, un materiale inconsueto ma già utilizzato, in passato, su alcuni prototipi come la celebre Ford Soybean del 1941.

Il progresso tecnologico, nel tempo, ha dunque stravolto le priorità progettuali, ma la ricerca di materiali alternativi in campo automobilistico non si è mai fermata e certamente non smetterà di sorprenderci ancora.