Mazda6 terza generazione: la nostra prova

Mazda6 terza generazione: la nostra prova

Mazda6 terza generazione: la nostra prova

La Mazda6 si presenta rinnovata nella tecnica e nell’estetica. Diventa la premium giapponese per eccellenza capace di competere con le blasonate tedesche.

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La Mazda6 è l’ammiraglia della Casa di Hiroshima, quando venne lanciata nel 2012 Mazda non nascose l’ambizione di diventare grazie ad essa il primo costruttore premium nipponico. Cosa che è puntualmente avvenuta con 275.000 unità vendute in tutto il mondo (65.000 in Europa).

Oggi la Mazda6 si presenta in veste rinnovata, sia sotto il profilo tecnico sia estetico, volta a farle compiere quel salto di qualità capace di metterla in diretta concorrenza con le più blasonate premium tedesche, giocando, a parità di qualità e dotazioni, la carta del prezzo nettamente più competitivo.

Abbiamo avuto modo di provare la Mazda6 2.2 berlina Skyactiv-D da 175 cavalli nell’allestimento top di gamma Exceed full optional. Non ha nulla da invidiare alle tedesche, con il non trascurabile particolare che il risparmio può arrivare a 10.000 euro anche con dotazioni equivalenti.

Notevole il lavoro dei designer nel pieno rispetto di quello che in Mazda definiscono linguaggio stilistico Kodo. Uno stile che fonde intelletto, eleganza ed una forma dinamica di grande carica emotiva. Il nuovo frontale appare filante e raffinato, sottolineato dalla sofisticata calandra a listelli cromati. Spiccano sopra i fendinebbia le due “ali” ispirate al marchio e che si ritrovano anche sulla nuova MX-5. Inediti i gruppi ottici full led (abbaglianti e fendinebbia compresi), completamente adattivi perché la loro luce segua la strada in ogni condizione d’impiego. Lo “sguardo” che ne risulta è da diva sofisticata è un po’ altezzosa.

Filante ed elegante anche la fiancata che mette in risalto i cerchi in lega leggera. Posteriore dominato dalla nuova firma luminosa, in parte frutto della tecnologia led, e dal doppio scarico cromato che da un tocco di raffina sportività.

L’esemplare della nostra prova era in livrea Soul Red con interni in pelle color crema che abbinati danno una nota di sofisticata eleganza. Rivoluzionata rispetto alla precedente serie la plancia di comando il display centrale più grande (7 pollici) e posizionato più in alto, in stile tablet.

La messa in moto avviene tramite un pulsante che riconosce la presenza della chiave con tecnologia keyless. Scompare l’obsoleta leva del freno a mano, sostituita dal tasto del freno di stazionamento elettrico. Riordinata la consolle centrale dove spicca la manopola Commander che si interfaccia con il sistema di infotaintment, ricchissimo di funzioni: dal navigatore di ultima generazione con visualizzazione 3D e informazioni in tempo reale sul traffico, al sistema multimediale MZD Connect con comandi vocali e i feed audio di Twitter e Facebook per una migliore integrazione del proprio smartphone.

All’avvio del motore, sul display trasparente dell’Active Driving, appaiono una serie di informazioni: dalla velocità alle condizioni operative dei vari dispositivi di assistenza alla guida. Tra questi spiccano lo Smart City Brake, in grado di effettuare frenate automatiche in casi di emergenza e basse velocità, anche in retromarcia. Lo Smart Brake Support, capace di frenare automaticamente tra i 15 e i 145 km/h quando i sistemi rilevano una potenziale collisione con il veicolo che precede. Il Blind Spot Monitoring per il monitoraggio degli angoli cechi. Il Lane Keep Assist che previene l’abbandono involontario della propria corsia di marcia. Il Driver Attention Alert, che monitora l’affaticamento del conducente, suggerendo quando effettuare una sosta. Per finire al cruise control adattivo, particolarmente utile per non “sforare” i limiti di velocità.

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