Mercedes-AMG GT3: potenza pura

Mercedes-AMG GT3: potenza pura

Mercedes-AMG GT3: potenza pura

Incute timore negli avversari già nell’aspetto la nuova Mercedes-AMG GT3, presentata ufficialmente a Ginevra prima di scendere in pista.

chiudi


Ciò che colpisce di più nella nuova Mercedes-AMG GT3 è l’aspetto, fatto di forza e pura potenza. Per riuscirci a Affalterbach hanno rispolverato il muso della leggendaria Mercedes-Benz 300 SL da corsa che nel 1952 trionfò in Messico in una delle più dure e spettacolari Carrere Panamericane. Reinterpretato con nuovi canoni stilistici, ha dato vita a un “naso da squalo” capace, alla sola vista, di incutere timore negli avversari. E ne avrebbero di ben donde, visto che le AMG spadroneggiano nelle gare del campionato FIA GT3 e con il nuovo mostro hanno tutta l’intenzione di riaffermare la loro leadership. La precedente AMG GT3, scesa in campo nel 2010, ha collezionato ben 187 vittorie, conquistando anche il “Grande Slam” trionfando nelle quattro classiche di durata: Dubai, Bathurst, Nürburgring e Spa Francorchamps.

Vestita in un elegante metallizzato grigio selenite magno, sotto l’aderente “pelle” mostra i muscoli da lottatrice, sprigionando, sin da ferma, potenza allo stato puro. La carrozzeria allargata, il gigantesco alettone, posteriore, le grandi prese d’aria, il diffusore, sono tutti elementi che concorrono a enfatizzare il look decisamente possente e dinamico. Ovviamente non hanno soltanto un fine estetico, ma funzionalità ben precise volte a migliorare e ad aumentare la deportanza e l’aerodinamica per conseguire le migliori prestazioni in pista.

Al fine di contenere al massimo il peso, gran parte della carrozzeria è in fibra di carbonio. La struttura della GT3 è costituita da uno spaceframe in alluminio molto leggero e particolarmente rigido. Il cofano motore, realizzato in fibra di carbonio, è dotato di una vistosa apertura centrale che serve ad espellere l’aria riscaldata dal modulo di raffreddamento. Le prese d’aria poste davanti alle ruote posteriori aiutano invece a raffreddare i freni. L’urlo che esce dai silenziatori, insonorizzati al minimo, è musica per le orecchie di ogni appassionato.

Il V8 AMG da 6,3 litri non è altro che l’elaborazione in chiave racing del propulsore della SLS AMG GT3. La lubrificazione a carter secco ha permesso di eliminare la coppa dell’olio, ciò ha consentito di montare il V8 molto in basso e in posizione arretrata rispetto all’asse anteriore. Come sui propulsori di serie c’è la ormai classica targhetta “one man, one engine” con la firma dello specialista che ha eseguito il montaggio. Il cambio sequenziale a sei rapporti è montato sul retrotreno. Integra un differenziale autobloccante a lamelle che, insieme al controllo della trazione regolabile, crea le condizioni, in accelerazione, per scaricare in modo ottimale la coppia motore sull’asfalto. Le sospensioni sono a doppi bracci trasversali quasi interamente in alluminio. Per la messa a punto da gara i tecnici dei team privati possono regolare con assoluta precisione molle e ammortizzatori, barre stabilizzatrici, livello della vettura, convergenza e campanatura. L’impianto frenante da competizione prevede l’ABS da gara regolabile e pastiglie a sostituzione rapida. Il martinetto pneumatico integrato nella scocca agevola i cambi gomme.

Il cockpit del pilota, oltre a garantire elevatissimi livelli di sicurezza, è improntato alla massima funzionalità e sfrutta le più innovative tecnologie. L’imponente consolle centrale, la cui forma ricorda una presa d’aria NACA, ospita numerosi comandi come l’interruttore principale, il pulsante dell’accensione e i tasti per l’avviamento del motore. C’è anche un comando per regolare manualmente il bilanciamento dei freni. Pure la retromarcia e l’estintore sono attivati dalla consolle centrale. Il volante, a sgancio rapido, facilita la salita a bordo e la discesa. La posizione, come quella della pedaliera, è totalmente regolabile per adattarsi rapidamente alla statura del pilota. Visto che possono essere regolati solamente il volante e i pedali, ma non il guscio dei sedili, il baricentro della vettura e la ripartizione del carico sulle ruote restano invariati. Pertanto nelle gare endurance, dove si avvicendano più piloti, il setup resta il medesimo. Sul volante ci sono anche i comandi per comunicare con il box, per attivare il lampeggio fari e per bere. Un display digitale fornisce tutte le notizie necessarie al pilota compresi i tempi sul giro. Sotto il profilo della sicurezza, da segnalare i gusci dei sedili in carbonio, la gabbia di roll-bar in acciaio ad alta resistenza e la botola di salvataggio integrata nel tetto.

Entro la fine dell’anno è prevista la consegna dei primi esemplari, per consentire alle squadre di pianificarne l’impiego in gara nella stagione 2016.

Clicca sulle foto per ingrandirle ed entrare nella galleria fotografica