Michael Schumacher: mistero sulle sue condizioni

Michael Schumacher: mistero sulle sue condizioni

Michael Schumacher: mistero sulle sue condizioni

Michael Schumacher se ne sta andando, la notizia fa il giro del mondo e infiamma il web, ma nessuno controlla le fonti

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I dubbi sulla fonte

Troppo presi per evitare di “bucarla”, come si dice in gergo giornalistico, i media si sono affrettati a dare la notizia che Michael Schumacher ha le ore contate. Lo sfortunato campione che giace nel letto della camera-ospedale allestita nella sua villa di Gland, sul lago di Ginevra ormai da oltre due anni (Schumacher cadde dagli sci battendo violentemente la testa su una pietra il 29 dicembre 2013) sarebbe in condizioni disperate. La fonte di tale notizia sarebbe un neurochirurgo che fa parte dell’equipe medica di neurologi, fisioterapisti e logopedisti che si occupa del pilota tedesco: «Non pesa più di 45 kg e solo un miracolo può mantenerlo in vita. Non resta che attendere. È questione di ore». Afferma il medico, che ha ovviamente preteso l’anonimato, in una presunta intervista rilasciata a un sito americano News Every Day specializzato in scoop e notizie ad effetto.

Un anonimato sospetto

Dico presunta perché nell’articolo in questione, datato 26 aprile, non c’è traccia della famosa dichiarazione. L’articolista afferma solo che un neurochirurgo si è lasciata sfuggire la sconvolgente rivelazione. Tre giorni più tardi lo stesso sito ha pubblicato un nuovo articolo raccontando che il progressi di Schumacher sono lenti, ma la famiglia spera in un miracolo. Sorpresa, la fonte questa volta sarebbe un’altro sito BitBag, ma non è finita qui, quando ci si collega a quest’ultimo eccoci rimandati a… News Every Day.

A pensare male si fa peccato…

Come diceva Andreotti “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Le notizie sulle condizioni del campione, mantenute dalla famiglia nel più stretto riserbo, sono merce preziosa per quel giornalismo spregiudicato e d’assalto che va tanto di moda nel terzo millennio. Non importa trasformare in notizia dei “sentito dire”, tanto nessuno andrà a controllare le fonti. Quando iniziai il mestiere come cronista nello scorso secolo, il mio capo redattore mi avrebbe “cacciato a pedate” se non avessi avuto le prove inconfutabili di quanto sostenevo ma, come ho detto, era un altro secolo.