Oliver Blume Porsche: guida autonoma? No grazie

Oliver Blume Porsche: guida autonoma? No grazie

Oliver Blume Porsche: guida autonoma? No grazie

Oliver Blume Ceo di Porsche, rilascia un’intervista shock: le Porsche non saranno mai degli smartphone. Come dargli torto

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Oliver Blume Ceo di Porsche ha rilasciato un’ntervista al quotidiano tedesco Westfalen-Blat dove dichiara testualmente che “L’iPhone appartiene alle tasche, non alla strada”. Il top manager non ha alcuna intenzione di seguire gli altri marchi, in primis proprio quelli tedeschi, che hanno varato ambiziosi piani per rendere le proprie auto del futuro in grado di gestire la guida autonoma. Nello stesso Gruppo Volkswagen c’è chi la pensa in maniera diametralmente opposta, come Audi in prima fila tra i sostenitori e fautori della nuova tecnologia.

Un’intervista che ha fatto scalpore

La sortita di Blume ha quindi creato scalpore. Non è facile infatti andare controcorrente in un mondo sempre più omologato sul pensiero imperante, dove nulla può essere fatto o detto senza tenere conto del “politicamente corretto”. Così se l’inverno pare scomparso e il clima fa le bizze, è colpa dell’inquinamento provocato dalle auto. C’è chi auspica città senza auto a misura di bicicletta. Strade percorse da scatolette che guidano da sole in assoluto silenzio e perfetto ordine, a velocità rigorosamente programmata, rispettandosi a vicenda, mentre i loro passeggeri sono occupati a fare altro. Niente rumore, niente “fumo”, totale rispetto delle regole. Un paradiso per alcuni, un inferno per altri, purtroppo sempre meno di fronte alla crescita dirompente di un “comune sentire” frutto di un distorto ecologismo che fa plaudere alle “gioiose” domeniche a piedi e ai blocchi del traffico scarsamente, per non dire del tutto, inefficaci a ridurre i velini che respiriamo.

Giù le mani dal volante

Fa quindi piacere trovare ai massimi vertici di una prestigiosa Casa automobilistica qualcuno che la pensa diversamente. Siamo d’accordo con Blume, i clienti di sportive come Porsche o Lamborghini, vogliono continuare a guidare “da soli”. Ok quindi alle funzioni in grado di migliorare la sicurezza, ma giù le mani dal volante. Sì a elettriche e ibride, purché non snaturino la stessa essenza dell’auto fatta di potenza, velocità e soprattutto piacere di guidare. Gli ingredienti che ne hanno determinato crescita e successo e con essi il progredire della nostra civiltà. Se ne facciano una ragione, noi siamo quello che siamo grazie all’automobile. Dimenticarlo sarebbe un madornale errore.