Subaru Forester: la nostra prova

Subaru Forester: la nostra prova

Abbiamo provato la Subaru Forester 2.0d Lineartronic, modello top della gamma, dotata di un nuovo raffinato cambio a variazione continua dei rapporti che le consente di affrontare anche i percorsi più insidiosi.

Subaru in giapponese indica l’ammasso stellare delle Pleiadi che congloba sette luminosissime stelle. Tale nome fu scelto, alla fine del secondo conflitto mondiale, da un gruppo di aziende nipponiche riconvertite alla produzione civile. Essendo solo sei, fu ideato un marchio con una grande stella, in rappresentanza della capofila, e cinque più piccole.

Nonostante le dimensioni ridotte rispetto alle dirette concorrenti, la Subaru ha saputo nel corso degli anni ritagliarsi un proprio spazio nel mondo dell’automotive, facendo soprattutto leva sulla straordinaria capacità di realizzare modelli a trazione integrale capaci di imporsi nelle competizioni e soprattutto nel mondiale Rally, dominato negli anni Novanta dalle sue mitiche Impreza.

L’esperienza agonistica si è tradotta nella realizzazione di vetture estremamente raffinate sotto il profilo tecnico che hanno conquistato i favori di una selezionata e affezionata clientela. Ai modelli prettamente sportivi sono state affiancate auto meno esasperate, più adatte alla famiglia. Tra queste spicca la Forester, una SUV media che ha nella trazione integrale e l’ampia capacità di carico, i punti di forza per centrare l’obiettivo.

Presentata nel 1995, la Forester è stata costantemente aggiornata e affinata. L’ultima evoluzione è rappresentata dalla 2.0d Lineartronic, modello di punta della gamma 2015, che unisce al propulsore diesel un raffinato cambio a variazione continua dei rapporti, studiato per agevolare l’uso in fuoristrada e consentire a chiunque di affrontare, in tutta sicurezza, anche i percorsi più insidiosi, magari con tutta la famiglia al seguito.

La “bacchetta magica” è un pulsante sulla consolle centrale con la scritta “Xmode”. Basta premerlo quando si è in difficoltà e provvede a gestire motore, cambio, trazione integrale, freni e gli altri componenti critici. Si possono così affrontare, in totale sicurezza, fondi difficili, superfici rese sdrucciolevoli da pioggia, neve o fango, superare le pendenze più accentuate. Durante il nostro test abbiamo messo l’Xmode alla prova. La versatilità e la capacità di risolvere le condizioni di guida più estreme sono davvero incredibili. Nelle discese più ripide il sistema di controllo contribuisce a mantenere automaticamente costante la velocità. Dopo un minimo di assuefazione, è stato divertente togliere il piede dall’acceleratore e curvare sui stretti tornanti sterrati senza toccare i freni. Il sistema Subaru per la partenza in salita evita invece l’arretramento della vettura, inserendo il freno di stazionamento elettronico che si disinserisce poi automaticamente una volta partiti.

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Nonostante peso e dimensioni la Subaru Forester è estremamente maneggevole. Nessuna difficoltà nelle manovre di parcheggio assistite dalle telecamere posteriori. Nell’uso autostradale si apprezza l’ottima insonorizzazione dell’abitacolo e la prontezza di risposta del motore. Sembra di guidare un benzina. Il controllo della dinamica del veicolo (VDC) eleva il margine di sicurezza, intervenendo quando la vettura, per esempio in curva, si avvicina al limite di stabilità e vi è il rischio che il conducente ne perda il controllo. Ottima la visibilità ottenuta ridisegnando i montanti del parabrezza e integrando la parte fissa nella porta interiore. Si sono così notevolmente ridotti i punti ciechi. Ampio il campo visivo offerto dai retrovisori laterali sistemati sui pannelli porta. Comoda e rilassata la posizione di guida rialzata. Bello e razionale il volante, completo di funzioni facili ed intuitive da utilizzare. Tra queste spicca il telefono con vivavoce e funzione bluetooth per l’abbinamento con il proprio smartphone e la possibilità di condividerne tutte le funzioni.

Al semplice tocco di un pulsante il dispaly sistemato sulla plancia fornisce una serie di informazioni su efficienza e sicurezza. Senza infamia ne gloria il navigatore, facile da impostare, ma non proprio il meglio in fatto d’indicazioni pittografiche e vocali. Pratici i comandi per il clima “bizona”. Mancano però le bocchette di aerazione per i passeggeri posteriori. Ampie le possibilità di variare la disposizione dei sedili in funzione delle necessità di carico. Comodo il portellone motorizzato. Meno positivo il giudizio sugli interni, un po’ troppo spartani per una SUV premium. Le plastiche sono robuste ma decisamente bruttine e sgradevoli al tatto. Gli accoppiamenti appaiono a volte grossolani. Mancano quei tocchi di stile e ricercata eleganza che caratterizzano la categoria. In generale buono il comfort di marcia su qualsiasi tipo di fondo stradale. Contenuti i consumi,
viaggiando in relax si percorrono anche 10 km con un litro.

In conclusione la Subaru Forester si è dimostrata una eccellente SUV da famiglia, ben equipaggiata, confortevole, versatile, adatta al più ampio impiego sui percorsi quotidiani, qualunque siano le condizioni climatiche. In più offre la possibilità di abbandonare il nastro d’asfalto e cimentarsi, in tutta sicurezza, anche nel fuoristrada estremo… e non è poco.

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