Suzuki test emissioni: la Casa ammette che ci sono discrepanze

Suzuki test emissioni: la Casa ammette che ci sono discrepanze

Suzuki test emissioni: la Casa ammette che ci sono discrepanze

Potremmo essere difronte a un nuovo caso Dieselgate: Suzuki test emissioni, la Casa ammette che esistono delle discrepanze e il titolo crolla in borsa

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Da quando è scoppiato il caso Dieselgate, che ha travolto come una bufera la tedesca Volkswagen, sembra davvero non esserci pace per il mondo dei motori, coinvolto un giorno sì e l’altro pure in qualche scandalo su emissioni truccate. L’ultima, in ordine di tempo, a essere coinvolta è la casa automobilistica giapponese Suzuki, che ha ammesso oggi di avere riscontrato discrepanze nei suoi test sulle emissuioni e i consumi delle autovetture, ma ha negato con fermezza di avere deliberatamente alterato i dati al fine di far apparire le aumobili più efficienti di quanto fossero in realtà.

Non è stato trovato alcun illecito come la manipolazione di dati sull’efficienza di consumo del carburante. So state trovate alcune discrepanze nella emissione di automobili e nei test di afficienza di consumo tra il metodo di prova richiesto dal governo e quello che Suzuki ha effettuato, aggiunge un comunicato diffuso da Suzuki.

Come prevedibile, però, la finanza non ha aspettato verifiche su Suzuki test emissioni, ed ha emesso il suo verdetto affrettato, facendo crollare a picco il valore della Casa nipponica. Alla Borsa di Tokio gli investitori hanno venduto a piene mani il titolo della piccola casa giapponese, che in chiusura ha perso il 9,4% a 2,613 yen dopo essere arrivato a perdere fino al 15%. Difficile prevedere cosa accadrà in futuro: è probabile che seguano ulteriori accertamenti per individuare l’entità del danno ed eventuali responsabili. Il Dieselgate tedesco aveva fatto saltare non poche teste, ma di fatto il colosso teutonico si è dimostrato tanto solido da non riuscire a superare il tracollo iniziale e rialzare la testa. Varrà lo stesso anche per Suzuki? Per avere una risposta non rimane che attendere.

Fonte: Askanews