Sviluppi Dieselgate: VW denunciata da NY e Massachusetts

Sviluppi Dieselgate: VW denunciata da NY e Massachusetts

Sviluppi Dieselgate: VW denunciata da NY e Massachusetts

I più recenti sviluppi del caso Dieselgate vedono coinvolti gli Stati USA di di New York e Massachusetts. Il Gruppo trema ancora

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L’onda lunga del caso Dieselgate è davvero lunghissima. Gli ultimi sviluppi della diatriba giudiziaria che si sta combattendo negli USA vede la discesa in campo di addirittura due Stati. New York e Massachusetts si uniscono nella denuncia al gruppo tedesco, travolto nello scorso settembre dallo scandalo emissioni. I vertici del colosso si cosparsero il capo di cenere e chiesero pietà: beccati con le mani nella marmellata, ammisero di avere truccato i motori di 11 milioni di veicoli. Ma la difesa di Volkswagen ha sempre detto che la colpa è riconducibile a un ristretto numero di persone. In altre parole, gran parte dei manager non sapeva nulla dell’uso diffuso del cosiddetto ‘defeat device’, il software con cui le vetture sembravano ‘pulite’ senza però esserlo.

Dieselgate, tutti colpevoli

Le autorità newyorchesi invece sono convinte che dentro Volkswagen ci fosse una cultura che permetteva di barare in modo sistemico e voluto. È quanto si legge nella denuncia ottenuta dal New York Times. Inoltre, lo Stato di New York si spinge anche a indicare un legame diretto tra l’amministratore delegato Matthias Muller e lo scandalo. La tesi è che nel 2006, l’allora project management di Audi fosse a conoscenza di una decisione in base alla quale quelle auto non furono dotate di quanto necessario per non violare le leggi Usa sulle emissioni. Per risparmiare denaro, il gruppo adottò il software incriminato.

Si tratta di un’accusa forte visto che Muller è diventato ad del gruppo a seguito delle pronte dimissioni dell’allora Ceo Martin Winterkorn. La sua fu la prima testa a rotolare per lo scandalo Dieselgate.

Le finanze e la reputazione di Volkswagen – che il mese scorso ha raggiunto un patteggiamento con la Giustizia Usa di quasi 15 miliardi di dollari – sono nuovamente a rischio.

Fonte: Askanews