Techrules AT96: dalla Cina con furore

Techrules AT96: dalla Cina con furore

Techrules AT96: dalla Cina con furore

Techrules AT96 è l’incredibile prima supercar cinese. Presentata a Ginevra, è ibrida, ha 1044 CV e raggiunge i 350 km/h

chiudi

Caricamento Player...

Techrules, nuova società di ricerca e sviluppo con sede in Cina, ha fatto il suo debutto mondiale al Salone di Ginevra. La Casa ha sviluppato il sistema TREV (Turbine-Recharging Electric Vehicle), una tecnologia brevettata di propulsione ibrida seriale che prevede l’utilizzo di un generatore a turbina. Il concetto unisce le consolidate esperienze preesistenti di tecnologie aeronautiche e propulsione elettrica con diverse innovazioni tecniche esclusive. TREV è un sistema di autonomia estesa che utilizza una microturbina per generare l’elettricità necessaria a ricaricare il pacco batterie che alimenta i motori elettrici. La presenza a bordo di un generatore a turbina per estendere l’autonomia porta all’utilizzo di un pacco batterie più piccolo, con un netto risparmio di peso e volume occupato.

1044 cavalli, 350 km/h

La Techrules ha applicato tale tecnologia a una concept car plug-in ibrida, primo passo verso la produzione della prima supercar cinese. Un’auto di test ha effettuato le prime prove nel febbraio 2016 sul circuito inglese di Silverstone. Con una potenza massima di 1.044 CV (768 kW), le prestazioni dichiarate dalla Casa sono a dir poco straordinarie. La vettura schizza da 0-100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima autolimitata di 350 km/h. Eccezionale anche l’autonomia: oltre 2.000 km. Techrules prevede di avviare la produzione in serie della tecnologia TREV entro un paio di anni con una supercar in piccola serie progettata internamente.

Due versioni: pista e strada

La concept di Ginevra è una due posti e trazione integrale. Il generatore a turbina è montato dietro l’abitacolo e davanti alle ruote posteriori, rendendola di fatto un veicolo elettrico a motore centrale. È proposta in due versioni differenti, AT96 e GT96, ciascuna con una propria configurazione del sistema TREV. Questi modelli rappresentano due varianti della visione di come potrebbe presentarsi la prima supercar cinese quando la tecnologia di ricarica a turbina sarà disponibile per la produzione di serie. AT sta per Aviation Turbine, indica che la turbina è configurata per il funzionamento con carburanti liquidi come cherosene aeronautico, gasolio o benzina. La AT96 è disegnata come una versione specifica da pista, dotata di un ampio alettone posteriore che offre sia stabilità in rettilineo sia la deportanza necessaria nelle curve veloci. La GT96 (Gas Turbine) alimentata a biogas o gas naturale prefigura una versione stradale della supercar.

Scocca in fibra di carbonio

Il cuore della concept è una monoscocca in fibra di carbonio. Anche la carrozzeria, comprese le porte a diedro (o ad ala di farfalla), è in fibra di carbonio. Il sottotelaio posteriore supporta i componenti primari del sistema di autonomia estesa, compreso il generatore a microturbina e i suoi sottosistemi, oltre ai sistemi di raffreddamento a liquido dei propulsori e del pacco batterie; ospita anche i motori posteriori e gli inverter. Al di sotto della carrozzeria in fibra di carbonio trova posto il pacco batterie a forma di T disposto longitudinalmente. Questa configurazione dà all’abitacolo lo stesso aspetto che si avrebbe in presenza del tunnel di trasmissione di una tradizionale configurazione a trazione anteriore e motore posteriore. Il pacco batterie è raffreddato ad acqua per mantenere le celle a una temperatura ottimale. Può essere ricaricato dal generatore a turbina in circa 40 minuti.

Sei motori elettrici

La propulsione è affidata a sei motori elettrici, ciascuno dei quali pesa 13 kg ed è collegato al proprio inverter dedicato. Ogni ruota anteriore è collegata a un motore singolo, mentre ogni ruota posteriore è collegata a una coppia di motori. I vantaggi principali nell’uso di una coppia di motori piccoli rispetto a uno solo più grande sono un più efficace sfruttamento degli spazi e un montaggio più semplice sulla monoscocca. L’efficacia della decelerazione è affidata a un impianto frenante a dischi ventilati sulle quattro ruote: all’avantreno da 405 mm con pinze a sei pistoncini, dietro da 380 mm e pinze a quattro pistoncini.