Tesla nuovo incidente. Guarda il cellulare e va a sbattere

Tesla nuovo incidente. Guarda il cellulare e va a sbattere

Tesla nuovo incidente. Guarda il cellulare e va a sbattere

Tesla nuovo incidente, è la volta della Cina. Il guidatore inserisce l’Autopilot, guarda il cellulare e va a sbattere. La polemica monta

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Tesla nuovo incidente, questa volta in Cina. Il 33enne Luo Zhen, programmatore di una tech company, come riporta la Reuters, viaggia su un’autostrada di Pechino alla guida della sua Tesla Model S. Il traffico è scarso, quale migliore occasione di inserire l’Autopilot e dedicarsi ad altro.

Zhen trafficava con il telefonino

Le immagini della dashcam della Model S mostrano una Volkswagen in panne sul lato sinistro della carreggiata, segnalata da un triangolo. Zhen, per sua stessa ammissione, sta trafficando con il telefonino, non guarda la strada, ne tanto meno ha le mani sul volante. Quando si accorge del pericolo è troppo tardi per intervenire. La Model S, in modalità Autopilot, ignora l’ostacolo rappresentato dalla Volkswagen l’ affianca e la tocca su un lato. L’incidente si risolve con lievi danni alle fiancate di entrambe le vetture.

Mani sul volante per mantenere il controllo

Ma la polemica monta, Zhen accusa l’Autopilot e critica le fuorvianti dichiarazioni di Tesla che, a suo dire, promuoverebbe il sistema come una tecnologia “capace di guidare da sola”. Affermazione, seccamente smentita dalla Casa che ha diffuso una nota ufficiale in cui si precisa che al momento del sinistro, Zhen stava guardando il telefono. I dati confermano che le sue mani non erano sul volante, come invece raccomandato dal costruttore che ha sempre comunicato con chiarezza che lo sterzo automatico è una funzione di assistenza alla guida. Le mani devono essere sempre sul volante per mantenere il controllo e la responsabilità del veicolo.

Incidente mortale negli Stati Uniti

L’incidente cinese arriva dopo quello ben più grave registrato negli Stati Uniti che è costato la vita a Joshua Brown e fatto scattare la relativa indagine della Nhtsa. Gli esperti stanno lavorando su due episodi, quello mortale del 7 maggio (verificatosi a Orlando) e quello del 1° luglio su un’autostrada della Pennsylvania. L’agenzia per la sicurezza stradale ha chiesto numerosi chiarimenti a Tesla, in parte già forniti, ed attende ulteriori risposte entro il 26 agosto, prima di pronunciarsi in merito.

Il rischio di una cattiva interpretazione

Nella notizia lanciata dalla Reuters che i venditori di Tesla non informano correttamente gli acquirenti, utilizzando il termine cinese zidong jiashi’ che significa letteralmente guida automatica, ma che non corrisponde affatto alla funzione Autopilot che, a detta del costruttore, è soltanto un aiuto semiautomatico alla guida in autostrada. La difesa di Tesla non fuga tuttavia le perplessità suscitate dall’Autopilot e soprattutto dell’uso che ne possono fare i proprietari delle auto che ne sono dotate. Lasciando perdere ogni polemica sulla interpretazione linguistica, occorre che sia in primo luogo Tesla a dichiarare a chiare lettere come deve essere usato l’Autopilot e soprattutto quali siano i suoi limiti.