Valentino Rossi: il “biscottone” indigesto

Valentino Rossi: il “biscottone” indigesto

Valentino Rossi: il “biscottone” indigesto

Valentino Rossi, perde il titolo e, come previsto divampano le polemiche. Vale parla di “biscottone” tra Marquez e Lorenzo. Il comportamento in pista del primo da adito a congetture e sospetti.

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Lo avevo detto ed è puntualmente avvenuto (leggi editoriale), se il titolo lo avesse vinto Valentino Rossi, si sarebbe parlato soltanto della sua straordinaria impresa e tutto ciò che è successo da Philip Island in poi sarebbe finito nel dimenticatoio. Non è andata così e le polemiche sono esplose in maniera ancora più virulenta.

Occorre dire che una bella mano a riattizzarle l’ha data proprio Marc Marquez con il suo comportamento in pista che se non vogliamo considerare “sospetto” quantomeno incomprensibile lo è stato davvero.

È stato chiarissimo fin dai primi giri che, nonostante Lorenzo fosse scattato in testa come una scheggia, la Honda di Marc ne aveva di più della Yamaha ed avrebbe quantomeno potuto combattere ad armi pari con l’avversaria.

Tutti si aspettavano un duello serrato tra i due, di quelli che il Cannibale ci ha abituato quando si è trovato di fronte altri avversari, in primis Valentino Rossi. Ed invece Marc si è “dimenticato” di indossare i colori della Honda e si è comportato come se corresse per la Yamaha e dovesse, per un preciso ordine di squadra, proteggere le spalle del compagno di marca in lotta per il titolo mondiale.

Marquez si è talmente immedesimato nella parte che, quando, all’ultimo giro, il suo “vero” compagno di casacca Dani Pedrosa, dopo una spettacolare rimonta, è riuscito a superarlo puntando deciso su Lorenzo, ha sfoderato gli artigli e con un contro sorpasso al limite del contatto, rischiando di buttarlo fuori, gli ha impedito di fatto di provare a infilare Lorenzo e vincere la gara.

Più che giustificata l’amarezza di Valentino Rossi che, di nuovo libero di “esternare”, ha parlato ai microfoni di Sky di “biscottone”. Un “biscottone” indigesto per tutti i protagonisti.

Per Vale che perde il titolo per aver “perso” i nervi in Malesia. Giustificate, visto poi come sono andate le cose, le esternazioni dopo Philip Island. Censurabile e per giunta del tutto inutile la pantomima in pista a Sepang.

Per Lorenzo che conquista un titolo avvelenato dalle polemiche. Dopo le accuse mossegli da Rossi era partito giusto cercando di stemperare i toni, ma poi, nel dopo gara di Sepang, si è lasciato prendere la mano. Faceva meglio a tacere ed invece è stato un crescendo sino al tentativo di influenzare, con un intervento del tutto personale, le decisioni del TAS.

Non credo ci sia stata combutta, come sostiene Valentino, con Marquez. Lorenzo non ha mai giocato sporco in pista e il titolo se lo è pienamente meritato. Penso piuttosto che abbia “paura” di Rossi che lo sovrasta in carisma, personalità e soprattutto l’unico in grado di batterlo in pista. Nell’ultima parte del campionato, nonostante le vittorie a ripetizione, temeva che il Dottore, con un guizzo finale, riuscisse a strappargli il titolo. Ha accettato quindi di buon grado “l’aiutino” di Marquez.

Ed eccoci proprio a lui, a Marc Marquez, il Cannibale, l’erede disegnato di Valentino Rossi che, non dimentichiamolo l’aveva preso sotto la sua ala protettrice, quando il talentuoso “ragazzino”, che lo considerava il suo idolo, si apprestava a spiccare il volo. A Valencia a Marquez sarebbe bastato impegnare Lorenzo in un duello e magari strappargli la vittoria all’ultimo giro per tacciare le polemiche. Lorenzo e Rossi sarebbero finiti a pari punti, per differenza di risultati il titolo sarebbe andato in ogni caso allo spagnolo. Invece ha voluto platealmente che la sconfitta di Valentino Rossi fosse netta e cocente nonostante la spettacolare rimonta. A poco valgono i tentativi di giustificazioni del dopo gara. Persino Dani Pedrosa, ai microfoni di Sky, era visibilmente imbarazzato nel dover in qualche modo mettere una pezza al comportamento di Marquez nei suoi confronti.

Non lo sapremo probabilmente mai, ma Marc dovrà spiegare cosa è successo in pista anche ai dirigenti della Honda, quelli giapponesi intendo. Alcuni dei quali, soprattutto ai massimi vertici, rispettano e ritengono ancora valide le regole del Bushido, la Via del guerriero dei Samurai. Marc Marquez è spagnolo, ma farà bene a ricordare, a partire dalla prossima stagione, che indossa i colori del “Clan” dell’Ala d’Oro.