Volkswagen dieselgate: l’America scopre l’untore

Volkswagen dieselgate: l’America scopre l’untore

Volkswagen dieselgate: l’America scopre l’untore

Volkswagen dieselgate. Nuova puntata dell’eco scandalo che appassiona media e Social. La “green” America si appresta a chiedere danni miliardari al colosso di Wolfsburg.

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È noto che tra i principali “inquinatori” che nel corso di decenni hanno avvelenato l’aria del pianeta e dato “una mano”, con la produzione dei gas serra da parte delle proprie industrie, ad accelerare il naturale processo dei cambiamenti climatici, ci sono gli Stati Uniti d’America. La coscienza “green” dell’Amministrazione a guida democratica è cosa recente. Eppure a pagare il prezzo più alto per l’inquinamento potrebbe essere una società europea.

Gli Stati Uniti hanno infatti deciso di fare causa alla Vokswagen che rischia una sanzione fino a 19 miliardi di dollari per quello che ormai è universalmente noto come Volkswagen dieselgate.

La vicenda è nota: il Dipartimento di Giustizia su sollecitazione della Environmental Protection Agency (EPA) accusa il colosso di Wolfsburg di aver installato dispositivi illegali in quasi 600 mila motori diesel al fine che le loro emissioni rispettassero le normative statunitensi (leggi per saperne di più).

Facendo appello al Clean Air Act (la normativa ambientale americana) alla società tedesca potrebbe essere inflitta una sanzione di 32.500 dollari per ognuno dei 499 mila veicoli diesel con motore 2 litri sui quali è stato installato il software truccato e fino a 37.000 dollari per gli 85.000 veicoli con motore da 3 litri.

L’EPA, senza mezzi termini ha affermato che “l’azione è un importante passo per tutelare la salute pubblica cercando di rendere Volkswagen responsabile per l’inquinamento” (sic). Occorre ribadire che i motori incriminati, sia pure truffaldini nei confronti dei severi parametri USA, non creano alcun danno alla salute. I loro dispositivi riducono le emissioni nocive di scarico a livelli inferiori rispetto a quelli previsti dalle normativa europee Euro 4 e 5. Non dimentichiamo che in Italia e in altri Paesi dell’Unione circolano liberamente addirittura i diesel privi di filtro antiparticolato, questi sì altamente inquinanti e dannosi per la salute.

Negli Stati Uniti è iniziata la corsa alla Casa Bianca, certe prese di posizione dell’Amministrazione democratica rivolta a quella parte dell’elettorato più sensibile alle tematiche ambientali vanno in questa direzione.

Davanti a una simile irruenza a Wolfsburg non è restato che cospargersi il capo di cenere davanti alle autorità americane e ammettere i propri errori. Nel contempo però si affilano le armi per gestire quello che l’amministratore delegato Matthias Müller ha definito “il processo della gestione delle denunce”. La delicata questione è stata affidata a Kenneth Feinberg, il legale che si occupò dei risarcimenti alle vittime degli attentati terroristici alle Torri Gemelle di New York.