VW Dieselgate, nuovi decisivi passi verso la risoluzione

VW Dieselgate, nuovi decisivi passi verso la risoluzione

VW Dieselgate, nuovi decisivi passi verso la risoluzione

Il VW Dieselgate, lo scandalo che ha travolto il Gruppo di Wolfsburg si avvia a risoluzione sia sul fronte americano sia europeo

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L’Annus Horribilis di Volkswagen, segnato dallo scandalo del VW Dieselgate, si avvia a conclusione con ulteriori decisivi passi sia sul fronte americano sia europeo. Sul primo la Casa tedesca ha raggiunto un accordo preliminare sui veicoli Diesel da 3 litri. Mentre sul secondo l’Autorità Federale per i Trasporti tedesca (KBA) ha approvato tutti gli interventi per l’aggiornamento dei veicoli Diesel con motore EA189.

Negli USA è la volta dei 3 litri

Negli Stati Uniti il Gruppo di Wolfsburg ha raggiunto un’intesa con il Dipartimento di Giustizia, per conto dell’Agenzia di Protezione Ambientale (Epa), e con lo Stato della California, per conto del California Air Resources Board (Carb), per avviare a risoluzione le cause civili relative a 83 mila veicoli con propulsore TDI V3 da 3 litri di cilindrata, ovvero le vetture rimaste escluse dal maxi patteggiamento per 14,7 miliardi di dollari dello scorso giugno tra il gruppo tedesco e la giustizia americana concernente oltre 500 mila auto con propulsore Diesel a due litri prodotte dal 2009 al 2015. Saranno oltre 63.000 le Volkswagen, Porsche e Audi con motore di seconda generazione ad essere modifiche per eliminare il software illegale che ha fatto nascere il VW Dieselgate. Inoltre è previsto il riacquisto o la cancellazione dei contratti di leasing per 20 mila veicoli Volkswagen e Audi con motori di prima generazione. La soluzione di riacquisto potrebbe essere estesa anche ai 63 mila veicoli con motore di seconda generazione nel caso in cui Epa e Carb non approvino le modifiche tecniche proposte.

In Europa aggiornamento degli EA189

In Europa sono state rilasciate tutte le necessarie approvazioni ufficiali nell’ambito di competenza dell’Autorità Federale per i Trasporti tedesca (KBA) per l’aggiornamento dei veicoli Diesel con motore EA189. Nelle prossime settimane i Marchi del Gruppo interessati informeranno i proprietari delle vetture. Tutti i clienti potranno quindi fissare un appuntamento nel breve termine per l’aggiornamento dei loro veicoli presso un Centro di Assistenza autorizzato. Ai clienti non verrà addebitato alcun costo per l’intervento e saranno offerte appropriate opzioni di mobilità sostitutiva a titolo gratuito. Il KBA ha garantito che l’implementazione delle soluzioni tecniche per i modelli interessati non comporterà alcun effetto peggiorativo su consumi di carburante, prestazioni del motore o emissioni acustiche. All’esito dell’intervento, le vetture rispetteranno pienamente tutti i requisiti legali e gli standard vigenti in materia di emissioni.

Lievitano ulteriormente i costi del VW Dieselgate

Gli accordi sottoscritti sono destinati a fare lievitare ulteriormente i costi del VW Dieselgate. Volkswagen, che ha visto l’uscita un anno fa dell’amministratore delegato Martin Winterkonr al quale viene addossata la gestione quantomeno pasticciata dell’intera vicenda, ha già raggiunto lo scorso giugno negli Stati Uniti una prima intesa da 10 miliardi di dollari circa per risarcire i proprietari di 475 mila veicoli con motori diesel da 2 litri oltre a impegnarsi a investire 4,7 miliardi in fondi per l’ambiente e nello sviluppo di tecnologie per ridurre le emissioni. A ciò si aggiungono l’accordo da 1,2 miliardi con i concessionari e quello da 600 milioni con alcuni Stati degli USA, nonché l’intesa da 1,6 miliardi di dollari per compensare 105 mila proprietari di vetture con motore diesel a 2 litri vendute in Canada. Il Gruppo di Wolfsburg non ha fornito i costi complessivi legati al nuovo accordo, ma secondo indiscrezioni si parla di un esborso di 1 miliardo di dollari.