Nuova Toyota Mirai: Recensione

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Toyota ha voluto modificare notevolmente la sua Mirai, una vettura decisamente particolare in quanto spinta da un motore elettrico che, però, viene alimentato da una batteria ricaricata da un generatore ad idrogeno. Ecco in arrivo, quindi, la seconda generazione di questo modello Toyota.

Idrogeno al posto del carburante classico

Non si tratta della prima vettura ad idrogeno progettata e realizzata da una Casa automobilistica ma è certo che la Mirai è assolutamente innovativa rispetto alle altre.

Il motore ad idrogeno è un motore di tipo termico che utilizza come carburante il gas più diffuso nell’universo, l’idrogeno, al posto dei carburanti derivati dal petrolio.

Nella Toyota Mirai non trovi un motore termico sebbene ad idrogeno, a muovere la vettura bensì un motore elettrico. Se già nel motore termico ad idrogeno le emissioni nocive in atmosfera erano praticamente azzerate, emettendo solo vapore acqueo, nelle Mirai le emissioni non solo sono azzerate ma addirittura, grazie ad un sistema innovativo, si giunge a emissioni negative.

Cosa significa questo? Che la Mirai, muovendosi, purifica l’atmosfera da  gas nocivi e particolato in atmosfera, tanto nocivo per la salute umana.

Andiamo, però, per ordine e vediamo esattamente di cosa si tratta parlando di Toyota Mirai.

Com’è la Toyota Mirai

La seconda generazione della Toyota Mirai arriverà sul mercato italiano solo nella seconda metà del 2021. Si tratta di una vettura dalle linee gradevoli e slanciate, armoniose più che nella precedente versione lanciata dalla Casa giapponese nel 2014.

I progettisti l’hanno cambiata parecchio rispetto alla prima versione, nell’altezza che risulta minore di 7 cm e nel passo che ora è aumentato a ben 292cm. La lunghezza complessiva è di 500cm.

Grazie a uno sforzo progettuale notevole sono stati ridimensionati i componenti e ridotti numericamente. Ciò che ne deriva è una vettura più leggera e con spazi aumentati a favore dell’abitacolo, quindi ancora più comoda per il guidatore e per i passeggeri.

L’intervento di riprogettazione ha anche modificato pesantemente la distribuzione dei pesi. Tutto il possibile è stato spostato anteriormente, lasciando batteria e motore a carico della porzione posteriore.

I serbatoi per l’idrogeno sono stati implementati a tre invece dei due precedenti e disposti a “T”. Questo significa che un serbatoio, il più grande è disposto lungo il pianale mentre gli altri due sono posizionati tra i sedili posteriori e il bagagliaio. Questa nuova disposizione dei pesi rende l’auto ancora più equilibrata e stabile.

Il comparto motore/batteria

330 celle in polimero garantiscono una trasformazione energetica dell’idrogeno a raggiungere 128 Kw al posto dei 114 della versione precedente.

Un incremento di 14 Kw, quindi, che non sono pochi, ottenuti con meno celle, oggi più compatte ed efficienti, al posto delle 370 precedenti. Questo a sua volta significa riduzione di dimensioni e peso che si traduce in maggiore abitabilità dell’auto e maggiore autonomia.

La conversione energetica che avviene nelle celle va ad alimentare una batteria che  muove il motore da 184 Kw. Ottime le prestazioni, la vettura risulta molto confortevole e la guida comoda e fluida, con il cambio automatico comodo e a sua volta molto efficiente.

L’autonomia di questa vettura arriva a 650 Km, parecchio interessante rispetto alla maggior parte delle vetture elettriche. Ancora più interessante, però, è il fatto che non soltanto non inquina ma che correndo si “mangia” le parti nocive dell’aria.

Un  particolare filtro catalizzatore inserito nel condotto dell’aria, ha la capacità di trattenere il biossido di zolfo e gli ossidi di azoto oltre alle micro particelle fino a 2,5 micron, per fornire un’aria pura alla conversione dell’idrogeno.

Possiamo, quindi, dire che la Toyota Mirai si mangia l’inquinamento con il suo funzionamento, quindi non solo è a emissioni zero ma va ad emissioni in negativo, purificando l’aria mentre cammina.

Il problema infrastrutturale

Purtroppo non è solo tutto bello e positivo: La situazione infrastrutturale del nostro Paese è disastrosa sotto l’aspetto di presenza di punti di distribuzione dell’idrogeno.

Certamente nelle grandi città esistono punti di approvvigionamento per i mezzi pubblici, che consentono l’uso di autobus ad idrogeno ma per i privati cittadini esiste solo una stazione distributrice di idrogeno, che si trova a Bolzano.

La Toyota Mirai seconda generazione, quindi, è praticamente inutilizzabile in Italia. Esiste un programma Europeo di implementazione di questo genere di infrastrutture che dovrebbe espandere moltissimo, tra il 2024 e il 2030 la rete di distribuzione dell’idrogeno ma per il momento la situazione è quella che è.

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