Circuito di Milano. 50 auto da sogno in gara per la città

Circuito di Milano. 50 auto da sogno in gara per la città

Circuito di Milano. 50 auto da sogno in gara per la città

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Il Circuito di Milano non ha deluso le aspettative. 50 favolose vetture da collezione hanno preso parte alla manifestazione

Per i milanesi che abitano nell’affascinante zona di corso Venezia, domenica 25 è stata diversa dalle altre, sono stati svegliati dal rombo di antichi motori. In Via Marina partiva il Circuito di Milano, la rievocazione, promossa dalla Commissione Sportiva dell’Automobile Club Milano e patrocinata dal Comune di Milano che ha riportato nelle strade cittadine oltre cinquanta vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo.

Uno straordinario museo viaggiante in gara

Uno straordinario museo viaggiante non in passerella ma in gara. Un tracciato di circa 20 chilometri, ripetuto due volte con prove di regolarità, che ha interessato luoghi caratteristici della città toccando e lambendo, fra l’altro, il Quadrilatero della Moda, Porta Nuova, l’Arco della Pace, la Fiera Campionaria, Porta Magenta, Il Giardino della Guastalla, il Tribunale, il tutto con partenza ed arrivo in via Marina.

Vincono Ezio Salviato e Marina Caterina Moglia

Al Circuito di Milano, omaggio alla gran premio di velocità che si svolse negli anni Trenta e Quaranta, hanno preso parte alcuni tra i più noti regolaristi nazionali. La vittoria è andata a Ezio Salviato e Maria Caterina Moglia con una Lancia Aprilia del 1939.

L’Alcinoo di re Vittorio Emanuele III

Al di là del fatto agonistico ognuna delle 53 vetture iscritte al Circuito di Milano rappresentava un importante pezzo di storia dell’automobile, a partire dalle ultracentenarie Seabrook RMC del 1911, prodotta dalla Regal MotorCar Company di Detroit per il mercato britannico, e Lancia Theta del 1914. Da segnalare poi la Fiat Torpedo 2.8 Ministeriale “Alcinoo” del 1939 che ebbe come primo proprietario re Vittorio Emanuele III (le assegnò il nome di un suo cavallo) e fu utilizzata inizialmente dal principe Umberto e dalla principessa Maria José. Dopo il secondo conflitto mondiale fino al 1962, fu acquisita dalla Presidenza della Repubblica ed utilizzata dai presidenti Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi e Antonio Segni.

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