Dakar 2016: via alla grande sfida

Dakar 2016: via alla grande sfida

Dakar 2016: via alla grande sfida

Dakar 2016. Parte oggi da Buenos Aires quello che era e rimane il rally dei rally, anche se ha lasciato l’Africa per il Sud America. Grande sfida Peugeot-Mini (auto) e Honda-KTM (moto).

chiudi

Caricamento Player...

Dakar 2016 (2-16 gennaio). Al nastro di partenza a Buenos Aires 354 veicoli, pronti a sfidarsi dalle piste argentine ai contrafforti delle Ande, passando per il “salar” boliviano d’Uyuni, teatro della speciale più lunga ed impegnativa (6a tappa, 542 km), con una vertiginosa ascesa a oltre 3000 metri di quota.

In tutto più di 9300 chilometri, suddivisi in 13 tappe, dei quali 4700 di prove speciali cronometrate al cospetto di una natura selvaggia e incontaminata, su piste che, in quanto a difficoltà, nulla hanno da invidiare a quelle africane dove, quella che un tempo si chiamava Paris-Dakar (leggi la storia), è nata e ha scritto la sua leggenda, prima di essere trasferita nel 2009 in Sud America.

La 38a edizione della Dakar si apre con la sfida nelle quattro ruote tra Peugeot e Mini. La Casa francese del Leone ritorna dopo 25 anni, ben decisa a battere la “tedesca” vincitrice della scorsa edizione con il quatariano Nasser Al-Attiyah e nel 2014 con lo spagnolo e veterano della Dakar Nani Roma. Entrambe schierano dei buggy il cui aspetto ricorda i fantasiosi veicoli dei primi episodi di Star Wars. Veri mostri dell’off-road estremo, sono stati concepiti per superare qualsiasi tipo di ostacolo.

Per sbaragliare l’armada Mini, la Peugeot ha messo in piedi un formidabile squadrone comptando per l’impresa anche il campione del mondo di rally Sébastien Loeb e il copilota di tutti i suoi successi Daniel Elena (leggi l’intervista), alla loro prima Dakar. Sono invece dakariani di lunga data Stéphane Peterhansel, re della Dakar (quella “africana”), 11 successi all’attivo (6 in moto, 5 in auto); l’ex motociclista Cyril Despres (5 vittorie) e lo spagnolo Carlos Saintz (1 vittoria).

A loro è affidata la Peugeot 2008 DKR16 che sfrutta gli insegnamenti appresi lo scorso anno, ma resta fedele al concetto tecnicamente ardito delle “due ruote motrici”, in un parco veicoli dove impera la trazione integrale. Originale anche la scelta del propulsore V6 3.0 litri biturbo diesel.

Se sul fronte quattro ruote tra i favoriti spiccano i “mostri sacri” della Dakar, tra le moto non c’è alcun Signore dei deserti africani. Gli ultimi, Despres e Coma, hanno deciso di lasciare la sella, il primo per il più confortevole abitacolo della Peugeot 2008 DKR16, il secondo per assumere il ruolo di direttore della corsa. Molti aspirano a prendere il loro posto, tanto più che un altro mito della Pa-Dak ha deciso di tornare in campo: la Honda, impegnata a sostenere il lancio della nuova Africa Twin, le cui antenate hanno dominato per anni la maratona africana (leggi la storia).

Le moto della Casa dell’Ala d’Oro sono affidate al portoghese Paulo Gonçalves (secondo nel 2015) e lo spagnolo Joan Bort Barreda. A sbarrare loro la strada le KTM, vincitrici per ben 14 volte di fila.

Nota curiosa, il concorrente più anziano ha 74 anni, è il giapponese Yoshimasa Sugawara giunto alla sua 33a edizione, un vero record. Dopo moto e auto ora è alla guida di un camion.