Mitsubishi: altro crollo del 20% in borsa

Mitsubishi: altro crollo del 20% in borsa

Mitsubishi: altro crollo del 20% in borsa

Continua a essere nell’occhio del ciclone: Mitsubishi perde ancora il 20% in borsa dopo il crollo di ieri per lo scandalo emissioni

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Sembra un film giù visto: cambiano gli attori, ma il copione è sempre lo stesso. Mesi fa toccò alla tedesca Volkswagen, ora invece è la volta della Mitsubishi. Il costruttore auto giapponese, infatti, vive un’altra giornata nera alla borsa di Tokyo. Al termine delle contrattazioni il titolo accusa un crollo del 20% dopo aver perso solo nella giornata di ieri il 15%.

Il tonfo del titolo sul mercato azionario è determinato dallo scandalo sulle emissioni, esattamente come accadde per la Casa tedesca, che bruciò in pochissimi giorni, se non in pochissime ore, milioni di euro. In due giorni il titolo ha accusato una contrazione del valore di borsa pari a oltre un terzo scendendo a 720 miliardi di yen, pari a circa 5,85 miliardi di euro.

Mitsubishi: le emissioni continuano a mietere vittime. Tra i costruttori

Mitsubishi ieri ha ammesso di aver alterato dati relativi alla pressione degli pneumatici durante i test su 4 modelli per migliorarne i risultati di efficienza energetica. Le manipolazioni riguarderebbero 625mila veicoli prodotti dalla metà del 2013, incluse 468mila auto assemblate per la Nissan. Le anomalie sono state scoperte grazie a un’inchiesta interna ordinata dalla stessa casa auto e successivamente comunicate al Ministero dei Trasporti.

Mitsubishi ha quindi precisato di aver deciso di interrompere produzione e vendite dei modelli in questione e di aver avviato indagini anche sui mercati esteri – posto che le minicar sono un modello tipicamente destinato al mercato nipponico – i cui risultati verranno pubblicati appena possibile.

Cosa accadrà da qui a qualche settimana difficile a dirsi. Dopo l’iniziale terremoto e il crollo delle azioni in borsa, il colosso tedesco ha retto piuttosto bene il colpo sui mercati. Varrà anche per la Casa giapponese quanto visto in passato?

Fonte: Askanews