Smog: bloccare le auto specchio per le allodole

Smog: bloccare le auto specchio per le allodole

Smog: bloccare le auto specchio per le allodole

I dati sulla qualità dell’aria nelle città dimostrano che i problemi non si risolvono con i blocchi al traffico privato. Servono solo ad assecondare una certa opinione pubblica.

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Smog, il blocco del traffico privato imposto a Milano, le targhe alterne di Roma non riescono a sortire l’effetto voluto. La concentrazione di veleni nell’aria non concede alcun margine di miglioramento. Anzi lo smog sale.

L’ultima pensata, strombazzata dai media, è la decisione di ridurre la velocità delle auto nei centri urbani più inquinati a 30 km/h. Ancora una volta, come spesso accade, si decidono provvedimenti sull’emotività della piazza senza tenere conto che i motori delle auto non si possono calibrare. La stragrande maggioranza sono fatti per andare a una velocità più alta.

Senza scomodare le supercar, ma limitandoci alle vetture sportive, e non solo loro, sarebbero costrette a mantenere alto ugualmente il numero dei giri, finendo per produrre maggiori emissioni. Da “piede super leggero” poi riuscire a viaggiare a 30 km/h. Tutti da verificare infine gli strumenti a a disposizione dei tutori dell’ordine per sanzionare chi viaggia, poniamo a 40 km/h.

Vale la pena ricordare che alle auto è imputabile soltanto una piccola parte delle emissioni inquinanti. In un regime di emergenza come l’attuale occorrerebbe puntare il dito su altre fonti ben più inquinanti, ma è più semplice addossare la colpa alle quattro ruote e bearsi davanti alle foto delle metropoli invase da famigliole in bicicletta e maratoneti vacanzieri. Certo idilliache nelle “gioiose” domeniche a piedi, ma un po’ difficili da replicare in una normale giornata lavorativa.

In una strategia di lungo periodo è comunque evidente che anche l’automobile può dare il proprio contributo, purché inquadrata in una logica sistemica, oggettiva e senza falsi pregiudizi.

Il nostro parco circolante è tra i più vecchi in Europa: incentivare l’acquisto di auto nuove o usate a minore impatto ambientale; favorire la rottamazione dei veicoli vecchi più inquinanti (oggi 1 auto su 4 è pre Euro3). Escludere dai blocchi i veicoli che rispondono alle norme inquinamento più severe. Sono tutti provvedimenti che servirebbero allo scopo, senza mortificare l’automotive impegnato in prima linea nella lotta all’inquinamento. L’auto è e resta il mezzo di trasporto primario. Per combattere lo smog non occorre disincentivarne l’uso, ma gestirlo